Cambio di casacche, andirivieni di transfughi

ROMA.Catone lascia il Pdl e va al Fli, Sbai fa il percorso opposto, da Fli al Pdl; Scanderebech dice addio al Pdl e torna all'Udc. E intanto il pallottoliere dei numeri della maggioranza si muove in continuazione attorno alla soglia di 316. A meno di una settimana dal discorso del 29 settembre di Silvio Berlusconi alla Camera, le porte che separano i gruppi di Montecitorio sembrano quelle del famoso film con Gwyneth Paltrow Sliding doors.
Il primo giro è quello di Gianpiero Catone. Eletto con il Pdl e con un passato orgogliosamente rivendicato nella Dc, diventa il trentaseiesimo deputato di Futuro e Libertà. Lo annuncia lui stesso nella sede della Discussione, movimento territoriale molto diffuso in Campania e Abruzzo, che porta in dote al gruppo dei finiani. Catone rivela anche i retroscena della sua «sofferta decisione»: «Ho avuto un lungo colloquio telefonico con Berlusconi, e stamattina alle 9,30 l'ho incontrato per mezz'ora - ammette - Gli ho spiegato le mie ragioni. I suoi consiglieri non sono alla sua altezza. Alla fine non ha potuto che prendere atto, pur con profondo rammarico, della mie decisioni».
Si va sull'1-0 per Fli ma il Pdl poco dopo incassa un altro colpo. Deodato Scanderebech, subentrato al posto del centrista Michele Vietti alla Camera ma iscrittosi al gruppo del Pdl, annuncia il suo ritorno nell'Udc: «E' una questione di coerenza e rispetto della volontà popolare - spiega - Sono stato eletto con l'Udc, avevo lasciato il partito per problemi legati al territorio che ora sono risolti. Ho cercato una mediazione e un raccordo per un riavvicinamento fra Casini e Berlusconi, ma il clima ora non lo permette».
Si va sul 2-0 contro il Pdl ma il partito del premier ha un asso nella manica. Nel pomeriggio la parlamentare italo-marocchina Souad Sbai annuncia il suo rientro tra le file del Pdl: «Oggi ritorno per continuare il lavoro iniziato - spiega in conferenza stampa seduta tra Fabrizio Cicchitto e Sandro Bondi - Non c'è niente dietro e niente contro il presidente Fini, spero che rispetti la mia decisione». Degli ex colleghi dice che «in Fli c'è malessere» e lascia capire che altri potrebbero seguirla: «Ma non faccio nomi, io parlo per me». I fininani restano cosi a quota 35 ma il Pdl, a fine giornata, si ritrova con un deputato in meno. La decisione della Sbai è accompagnata da una polemica tra finiani. Fabio Granata si lascia scappare un «meglio Catone che la Sbai», parole che lo stesso deputato siciliano smentisce poco dopo. Insorgono le colombe del Fli: in una nota, Moffa, Menia, Viespoli e Ronchi dicono che «tra Catone e la Sbai il peggiore è Granata».