Galliavola, pagano il bus

GALLIAVOLA.Mamme in rivolta a Galliavola per i trasporti scolastici: si sono presentate in consiglio con i bambini al seguito, invitati ad uscire «in quanto minorenni» dal sindaco Luigi Borlone. I genitori chiedono modifiche alla convenzione che doveva essere sottoscritta con il Comune di Pieve del Cairo che ha imposto il pagamento di 15 euro al mese agli alunni provenienti da altri comuni. Dopo l'ingresso in aula delle mamme però l'approvazione è saltata, formalmente perché è stato riscontrato un errore di battitura nel testo.
Le mamme dicono: «La convenzione poi ritirata prevedeva un viaggio unico con il bus di Pieve per i bimbi dell'asilo, delle elementari e delle medie. Impensabile accettare questa situazione: ci sono orari di apertura diversi per i tre livelli di scuola e la promiscuità di bambini dai tre ai tredici anni sarebbe inaccettabile». Il sindaco ammette: «La bozza prevedeva un solo viaggio a Pieve, ma per un errore di trascrizione. Due viaggi erano e due viaggi restano». La convenzione corretta sarà votata dal prossimo consiglio. Ma c'è dell'altro, spiega la capogruppo di minoranza Loredana Longo. «La Regione ha concesso un contributo del 50% per l'acquisto di un bus tutto nostro a Galliavola. Quel bus è stato invece assegnato in servizio all'Unione dei Comuni di Lomello-Galliavola. Un paradosso: i bambini del paese, diretti a Pieve, non usano il loro bus ma sono costretti a pagare il servizio al comune di Pieve. Mentre il bus di Galliavola viene usato da Lomello e altri comuni limitrofi che nulla hanno in condivisione con il nostro mezzo di trasporto». Dice il sindaco Borlone: «Il nostro Comune non può permettersi neppure un autista. Lomello dispone invece di conducenti. Perché dunque non ottimizzare questa risorsa che comunque è a servizio di quei ragazzi di Galliavola che invece vanno a scuola a Lomello?». Longo e le mamme di Galliavola parlano di indignazione determinata dalle scelte del sindaco. Ma Borlone replica: «Siamo qui per risolvere i problemi, non certo per crearli. E' la minoranza che cavalca l'onda per fare del disfattismo politico». (p.c.)