Eredità contestata Il notaio Sedino: «Tutto secretato»

MORTARA.Il fascicolo dell'inchiesta sull'eredità contestata si è arricchito di accertamenti e testimonianze. Il punto di partenza è il testamento di Giovanna Mantica, morta nel giugno scorso a 89 anni lasciando appartamenti e liquidi per milioni di euro ad una persona estranea alla cerchia dei parenti. Alcuni familiari hanno avanzato sospetti e hanno avvertito i carabinieri avviando l'iter che ha portato ad un'indagine per circonvenzione di incapace. Per ricostruire i fatti, i magistrati hanno ascoltato tutti coloro che, per ragioni professionali o personali, hanno conosciuto l'anziana signora e hanno avuto contatti con lei nel periodo (la scorsa primavera) cui risalgono il testamento e la procura illimitata rilasciata ad una professionista mortarese, designata poi come erede. Della pratica si è occupato lo studio del notaio Paolo Sedino. Davanti a lui e alla presenza di due testimoni, come prescrive la legge, la pensionata ha manifestato la sua volontà. «Non dico nulla. E' tutto secretato perchè ci sono accertamenti in corso», taglia corto il notaio. Alla domanda se i magistrati abbiano raccolto anche la sua testimonianza, Sedino risponde con un «no comment». Vincolato dal segreto professionale che qui si aggiunge al segreto istruttorio. (l.g.)