«Questa qui è una vera banda di delinquenti»

PESCARA.«Questa qui è una banda organizzata di delinquenti». A parlare è l'ex assessore all'Ambiente Daniela Stati, che in una conversazione intercettata con il padre Ezio (poi arrestato nell'ambito di un'altra inchiesta), commenta cosi le pressioni ricevute per favorire la Deco. A insistere con Stati (indagata per favoreggiamento) perché la società ottenesse vantaggi sarebbero stati gli stessi amministratori della società, ma anche l'assessore regionale Lanfranco Venturoni e i senatori Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi: lo scopo sarebbe stato anche quello di abbassare al 25% la quota della raccolta differenziata fissata con legge regionale 45/2007 al 40%, in modo da creare le condizioni per la realizzazione del termovalorizzatore. Secondo l'accusa dei pm di Pescara, Di Stefano avrebbe tra l'altro chiesto e ottenuto da Rodolfo Di Zio (indagato col fratello Ferdinando Di Zio), oltre a una somma non accertata, il versamento di 10 mila euro a favore dell'allora candidato sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia (estraneo ai fatti e non indagato), ma anche 20 mila euro per il candidato al parlamento europeo Crescenzio Rivellini (non indagato), che poi avrebbe girato 5 mila euro a Di Stefano. Avrebbe ricevuto 20 mila euro come contributo elettorale, richiesti secondo i pm da Tancredi considerato il «garante» politico dell'operazione, anche il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, che sarebbe stato al corrente dell'accordo. (m.r.t.)