Napoli, presi i killer di Teresa Bonocore Giustiziata per aver accusato un pedofilo

NAPOLI.Hanno confessato e ora sono in carcere i due killer di Teresa Buonocore, ammazzata lunedi mattina a Napoli. Alberto Amendola e Giuseppe Avolio (il cui padre fu ucciso in un agguato di camorra) avevano organizzato l'omicidio con cura, con sopralluoghi e pedinamenti, avevano coperto la targa del motorino con cui hanno compiuto l'agguato e si erano disfatti degli abiti. Ma il loro alibi non ha retto e dopo 24 ore di interrogatorio hanno ammesso di aver ricevuto l' ordine di uccidere. Teresa, madre di 4 figli, è stata eliminata perché aveva testimoniato al processo contro Enrico Perillo, il 53enne che stuprò sua figlia di 8 anni e che per quel reato sta scontando 15 anni. Indagati a piede libero sono la moglie di Perillo, Patrizia Nicolino, medico radiologo e Lorenzo Perillo, fratello del pedofilo. Per gli inquirenti sono loro i mandanti ma non si è proceduto all'arresto perché le dichiarazioni dei due fermati non sono state convergenti: entrambi hanno ammesso il movente della vendetta ma Avolio ha smentito il complice sul coinvolgimento della Nicolino. Dall'indagine è emerso che Amendola conosce bene Enrico Perillo e aveva testimoniano a suo favore al processo sugli abusi sessuali. «E' una tragedia di efferata crudeltà che lascia sgomenti - ha detto il sindaco Iervolino - per questa giovane madre 'colpevole" di aver difeso sua figlia».(f.f.)