Tanzi non è più Cavaliere

ROMA.Calisto Tanzi non è più Cavaliere del Lavoro, «per indegnità». Una decisione attesa da tempo, forse anche scontata, ma che almeno in parte cerca di andare incontro al desiderio delle migliaia di risparmiatori beffati dal crac Parmalat. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, venerdi scorso ha firmato il decreto di revoca della decorazione di Cavaliere al Merito del Lavoro all'ex patron del colosso alimentare, accogliendo la proposta del ministro dello Sviluppo Economico. «Per indegnità» è detto nella motivazione della revoca.
Tanzi aveva ricevuto il 2 giugno 1984, quando la Parmalat era motivo di orgoglio non solo per l'Emilia, ma per l'intero Paese, ed erano ancora lontani gli scandali che avrebbero portato alla scoperta di una delle più grandi truffe finanziarie a livello mondiale. Comunque non è la prima onorificenza tolta all'ex re del latte: il 30 luglio il Capo dello Stato gli ha infatti revocato anche quella di Cavaliere di Gran Croce.
I guai di Tanzi, intanto, continuano anche in sede giudiziaria. E proprio ieri, nel corso della seconda udienza decicata alla requisitoria dell'accusa nel processo in corso a Parma, il pm ha affrontato lo spinoso tema delle «distrazioni». «Le distrazioni sono avvenute - ha spiegato il pm Paola Reggiani - a beneficio nella maggior parte dei casi se non nella loro totalità della famiglia Tanzi o di società ad essa collegate».
Il pm ha fatto poi riferimento alle società del gruppo turistico, al Parma calcio, al gruppo televisivo Odeon Tv che era di proprietà di Tanzi. Successivamente l'accusa ha ripercorso la creazione e lo sviluppo di quelli che vengono definite le «società discarica», cioè quelle società che servivano a Parmalat per occultare i debiti del Gruppo ed evitare che venissero iscritti a bilancio come tali. Parmalat disponeva anche di una società italiana che aveva la funzione di «cassonetto» per debiti che non si volevano iscrivere a bilancio: la Contal. (a.g)