Falsi tecnici, finti nipoti, amici mai visti


PAVIA.Forse hanno un armadio da cui scegliere i travestimenti più adatti alla truffa del giorno: improbabili divise da vigile urbano, tesserini da carabiniere riprodotti al computer, tute da operai sporche di grasso. E una parlantina capace di incantare. Copioni che adattano a seconda della situazione e della vittima prescelta.
Uomini e donne senza scrupoli che per vivere derubano le persone più indifese, gli anziani. Individuano con cura le loro vittime. E se hanno molti anni e qualche acciacco per loro è ancora meglio.
Ormai è un'epidemia. Quasi una truffa al giorno. E quando si pensa che nessuno possa più aprire la porta a un finto operaio dell'acqua (ammesso che esista davvero questa figura professionale) ecco che spunta un anziano che gli ha consegnato l'intera pensione.
E se il finto tecnico dell'Asm, il finto operatore del telefono, il finto vigile urbano, il finto carabiniere non bastano a farsi aprire la porta di casa per raggirare l'inerme inquilino allora i malviventi mettono in scena qualche nuovo copione. La fantasia - insieme alla coscienza - è una cosa che a loro di certo non manca.
C'è la truffa della finta nipote. Che presuppone, peraltro, una buona conoscenza della vittima e del suo entourage familiare. Una donna telefona a casa dell'anziana di turno. Finge di essere la nipote, snocciola nomi di parenti, fa riferimento a vicende di famiglia. Ovviamente è molto raffreddata e la sua voce è irriconoscibile. Inventa la solita collaudata storiella: le servono subito dei soldi per pagare un debito (la cifra è fissa, 4 o 5 mila euro) e chiede alla nonnina o zietta di andare in banca a prelevarli. Ma non deve disturbarsi troppo, la rassicura, perché penserà lei a mandarle un taxi a domicilio. E più tardi - ma non troppo, per non correre il rischio che alla pensionata venga la strana idea di chiamare la vera nipote per un controllo - anche un' impiegata della sua banca a ritirare i soldi. Le complici fanno coppia fissa in provincia da un po' di tempo. Vengono descritte sempre allo stesso modo: una alta e magra, in genere bionda (magari è una parrucca), l'altra sui 50 anni, più bassa e robusta con i capelli scuri e lunghi. Ed è probabile che per avere tutte quelle informazioni sulla vittima le chiedano in giro, al negozio sotto casa, alla vicina. Guardino i nomi sul citofono per poi scartabellare l'elenco del telefono. Insomma si facciano anche notare.
Agiscono in coppia anche i finti tecnici dell'acqua. Un escamotage molto sfruttato. Perché l'entrare in casa e aprire tutti i rubinetti è un gesto che confonde, crea quel disordine necessario al complice per andare a frugare nei cassetti. Oppure la spalla del finto tecnico suona alla porta pochi istanti dopo fingendosi un vigile che ha fermato dei ladri giù per strada. E chiede all'ignaro pensionato di controllare se i suoi soldi sono al sicuro. Cosi anche lui con facilità potrà scoprirne il nascondiglio. Come è accaduto alle sorelle ottantenni che tenevano 26mila euro sotto il tavolo.

Maria Grazia Piccaluga