La nuova vita dello scarafaggio Gregor Samsa Ugo Chiti continua il capolavoro di Kafka
PAVIA. Nelle sue 'Metamorfosi" Franz Kafka apre scenari angoscianti sulla diversità. Prendendo le mosse da questo capolavoro, Ugo Chiti rovescia, però, il punto di vista sulla vicenda di Gregor Samsa svegliatosi una mattina scarafaggio.
L'angolo visuale prescelto è quello della domestica Anna, vedova ed emarginata essa stessa dagli affetti che la famiglia non le sa dare o non ha tempo di darle. Lo scarafaggio fuori campo diventa l'oggetto di una conversazione interiore sui propri bisogni, diventa l'oggetto di cui prendersi cura per curare la propria anima e quella di un mondo egoista e borghese. Quell'insetto ripugnante, fonte di vergogna, di ribrezzo e di abbandono ri-orienta le relazioni passando proprio attraverso l'unico sguardo rimasto d'affetto: quello di Anna, che diventa non soltanto la testimone di quanto accade nell'animo dei signori Samsa, tra istintiva repulsione e residui d'affetto parentale, ma anche il reagente dei loro comportamenti, nonché l'interprete dei sentimenti dell'inquietante creatura. E' lei, risoluta e impertinente, indaffarata e struggente, che attiva e muove tutti gli altri personaggi, tesse le dinamiche delle relazioni, investe la tragedia dell'emarginazione (della malattia, della morte) con l'amore che scaturisce dal vivere accanto al dolore.
LE CONVERSAZIONI DI ANNA K di Ugo Chiti, con Giuliana Lojodice, Giuliana Colzi, Andrea Costagli; regia Ugo Chiti (1 aprile).