Battiston, precario a cinquant'anni
PAVIA.«Tempo fa mi capitò di ascoltare una storia - racconta Andrea Bajani - una signora teneva in casa un piccolo pitone, che tutte le sere, diceva con intenerita meraviglia, al momento di andare a dormire, si allungava sul letto accanto a lei. Quando domandò al veterinario spiegazione dello strano comportamento dell'animale, quello rispose inorridito: signora, la sta misurando, quando sarà cresciuto abbastanza la ucciderà. Ecco, questo ci ha fatto diventare il mercato del lavoro: pitoni gli uni agli altri». All'indomani del referendum degli operai Fiat sul futuro di Pomigliano d'Arco, l'autore di 'Cordiali saluti", narratore del lavoro perduto o precario e lui stesso, un po' leggendariamente, senza-posto-fisso, racconta l'agghiacciante apologo metropolitano del serpente perché Il pitoneè il titolo del monologo che ha scritto per Giuseppe Battiston che qui affronta il delicato argomento nel ruolo calandosi nel ruolo di un anziano 'quadro" che prima è carnefice e poi diventa vittima della lotteria cannibale del licenziamento. I 18 mila giorni del sottotitolo sono i 50 anni del protagonista: contati cosi danno veramente l'idea di quanto scorra veloce il tempo, di quanto prospettiva e senso possano variare a seconda del criterio con il quale lo si organizzi, di quanto ne perdiamo e, soprattutto, di quanto sia cambiato il concetto di lavoro in questo periodo, passando da diritto, elemento fondante della nostra umana dignità, a concessione, con il trionfo dell'instabilità trasformatosi addirittura in ricatto sociale e ciascuno disposto a sbranare il vicino pur di salvarsi. Senza accorgersene, sono radicalmente mutate le prospettive e le aspettative sociali in Italia. Dalla fiducia nell'occupazione che dà la felicità al gruista di Primo Levi nella 'Chiave a stella" si è giunti al mantra odierno del precariato senza garanzie: 'se ti va bene è cosi, altrimenti avanti un altro, tanto fuori c'è la fila". Insomma, si è creata una sorta di coazione alla spietatezza. Una cultura del cinismo, del tutti contro tutti, che ha sostituito il senso di solidarietà, del lavoro come attività di gruppo.
Anche qui, come nei 'Miserabili" con Paolini e i Mercanti di Liquore, il testo letterario sarà contaminato dalla musica, con canzoni nuove e inedite composte appositamente. Perché su certi temi sembra che le sole parole non bastino più e sia necessaria la forza di un linguaggio moltiplicato.
IL PITONE - 18 MILA GIORNI di Andrea Bajani, con Giuseppe Battiston, Gianmaria Testa; regia Giorgio Gallione (21 febbraio).