Thriller da camera per Glauco Mauri e Roberto Sturno
PAVIA. Un thriller da camera ben congegnato che abbina la qualità dello stile all'originalità del contenuto. E' 'Sleuth. L'inganno" di Anthony Shaffer, sui risvolti contorti dei rapporti umani.
Ecco dunque la sfida lacerante senza soluzione di continuità, fatta di colpi bassi, accuse e stilettate, che mette di fronte due uomini. La posta in palio? Solo in teoria, l'amore di una donna, moglie dell'uno - l'affermato, presuntuoso e milionario scrittore di libri gialli Andrew Wyke - e amante dell'altro, Milo Tindle, un velleitario ex attore, ex parrucchiere, titolare di un'agenzia di viaggi. In realtà, il loro confronto/scontro si consuma per il puro desiderio di rivalsa, di ferirsi, colpirsi senza risparmio. È un 'duello" raffinato, crudele, un po' cerebrale, che non è solo verbale, ma ben più profondo tra il carnefice e la vittima pronti, quand'è necessario, a scambiarsi i ruoli. Dapprima, il contrasto è mascherato da un senso di levità e allegria, che vira verso la farsa al punto da sembrare preludio a una (ingannevole) complicità. Poi, la ragnatela di strategie, anche letali, ordite da due uomini, assume un andamento sempre più incalzante, con colpi di scena e capovolgimenti di fronte, in un vortice di inganni, dispetti, mutamenti d'identità, fino a una conclusione drammatica.
SLEUTH - L'INGANNO di Anthony Shaffer, con Glauco Mauri, Roberto Sturno; regia di Glauco Mauri (30 novembre-2 dicembre).