«Provinciali, Poma candidato naturale» Podestà detta la linea
PAVIA.«Il Pdl vive momenti difficili e non è il caso di far pesare le opinioni personali: quel che serve è remare tutti nella stessa direzione, a partire dall'appoggio a Vittorio Poma alle provinciali di primavera». Ridotto all'osso, è questo il segnale che il coordinatore regionale del Pdl, Guido Podestà, lancia a tutti i suoi e anche agli alleati della Lega, sempre più inquieti man mano che si avvicina il momento di definire le candidatire per Piazza Italia.
«Con la nascita del movimento dei finiani, per il Pdl è un periodo di agitazione a livello nazionale e non soltanto - conferma Guido Podestà che anche da presidente della provincia di Milano non ha rinunciato a vivere a Pavia -. A livello locale il ragionamento parte dalle ricandidature degli amministratori in scadenza».
Ricandidature?
«Le provinciali di Pavia e comunali di Milano sono elezioni di metà periodo. Quando un amministratore viene eleto per il primo mandato ha bisogno di tempo per impostare il lavoro, avviarlo e ottenere risultati. Chi ha amministrato per cinque anni, quindi, è il candidato ideale per i cinque successivi».
E' una investitura per Vittorio Poma?
«Vitorio Poma è il candidato del Pdl per Pavia, Letizia Moratti la è per il Comune di Milano. Sono punti fermi».
E la Lega? Si dice che ancora stia ragionando sull'opportunità di presentare un proprio candidato a Pavia anche se avrebbe già ottenuto certezze per Mantova.
«Mantova è l'unica provincia lombarda ancora amministrata dalla sinistra e l'obiettivo è cambiare anche là. Con la Lega l'alleanza è strutturale, dal governo nazionale a quello della Regione a quello di tante Province e città: la logica è di confermare chi ha lavorato bene».
E a Pavia? In estate il sindaco Cattaneo aveva lamentato di essere stato lasciato solo dal Pdl. Cosa è successo alla macchina da guerra che ha strappato Pavia al centrosinistra?
«Ho parlato con Alessandro nelle scorse settimane. Il suo è stato uno sfogo che posso capire. E' un giovane con grande capacità e forza: si è sentito forse solo ma credo che tutto sia rientrato. Tutte le anime del partito si stanno rafforzando: nei momenti di difficoltà si cerca di unire, non di dividere».
Eppure quattro consiglieri hanno chiesto al sindaco di essere ascoltati di più. E' nata una corrente ed è dovuto intervenire Giancarlo Abelli per far rientrare la fronda. Era davvero necessario l'intervento di un deputato?
«Non mi meraviglio che ci siano interventi da parte di chi ha responsabilità diverse nel partito. E poi Abelli da sempre gioca un ruolo fondamentale a Pavia».
Un assessore eletto nelle fila del Pdl, Pietro Trivi, si è dimesso perchè indagato per corruzione elettorale. Quanto è imbarazzante per il Pdl?
«Vediamo se le accuse saranno confermate. Io sono e resterò sempre garantista: fino alla sentenza passata in giudicato c'è l'innocenza. Approvo anche il passo indietro fatto dall'ex assessore per difendersi e levare dall'imbarazzo gli amici che amministrano Pavia».