Festival dei saperi, chiusura positiva
PAVIA.Festival dei Saperi, è tempo di bilanci. Lasciata sbollire la sbornia della festa del ticino con il successo della notte bianca e passati i giorni dedicati alla mente, è tempo di giudizi: «La direzione è quella giusta» dicono Comune e Comitato scientifico. «Quest'anno si è vista la reale attrattiva e capacità di traino del Festival - spiega il sindaco Alessandro Cattaneo-. Mentre negli anni passati c'era stata una contaminazione nazional popolare con bancarelle, concertone e fuochi, abbiamo voluto tre giornate dedicate interamente ai Saperi, con scelte coraggiose: dal cambio della piazza alla conclusione in lirica».
C'è soddisfazione: «Dal punto di vista tecnico, scientifico e qualitativo credo sia una delle edizioni più riuscite - spiega -. Si sapeva che il festival non muove le masse, non c'è staa la percezione di una città invasa, ma il pubblico attratto da questa manifestazione per noi importante: è quello delle città d'arte su cui dobbiamo puntare». Dunque il festival è uno strumento per rilanciare Pavia: «Domenica mattina allo Iat sono entrati oltre 200 turisti da fuori Pavia - conclude il sindaco -. Qualche difficoltà venerdi sera. Abbiamo messo in luce cosa può fare il festival e in che direzione lavorare: pubblicità in Lombardia e grandi nomi». Salvatore Vecadel comitato scientifico del Festival conferma: «Tutto si può migliorare, ma il risultato è soddisfacente: siamo riusciti ad affrontare il tema generale e in rapporto alla ricerca scientifica, legarlo alle libertà civili e alla legalità, alla scienza, alla divulgazione». E sui 'lessici", a volte poco frequentati? «Sono lezioni per comunicare saperi fuori dalle aule universitarie, quindi hanno un pubblico più ristretto. La sfida ora è attrarre il pubblico da fuori, ma servono nomi di richiamo e buona comunicazione. E le risorse sono limitate». Anche Silvana Borutti, ideatrice del Festival, rilancia: «Bene la separazione tra il Festival e la festa, ora ha assunto un'identità precisa per comunicare la città anche fuori dai confini della provincia, ma bisogna lavorare molto sulla comunicazione».
Applausi anche dall'opposizione: «E' stato importante in questo frangente politico nazionale e locale dedicare spazio alla questione delle libertà», spiega Antonio Sacchi, capogruppo di Democrazia e solidarietà in consiglio comunale. Che prosegue: «Apprezzabile il contributo di Tobagi e Ambrosoli per tenere salda la memoria di questo Paese contro una concezione della politica fatta di finzione e surrogati. Bene anche i contenuti, per il futuro occorre un investimento più grande e un'articolazione delle proposte che sottolinei maggiormente l'elemento plurale dei saperi». L'unico appunto? «E' stato un festival all'insegna dell''understatement": è necessario quindi irrobustire l'orizzonte culturale ed entrare nella propettiva che servono maggiori risorse comunali e da sponsor», conclude Sacchi.