Venti nuovi deputati per Berlusconi
ROMA.«Escludo che si debba andare a votare. La maggioranza resterà quella votata dagli italiani e farà le riforme». Silvio Berlusconi assicura che «la situazione è sotto controllo» e si prepara ad incassare l'appoggio di un nuovo gruppo parlamentare. L'annuncio è stato fatto ieri dal segretario del Pri, Francesco Nucara, che ha portato in dono al Cavaliere («Lui non mi deve niente, io gli devo tutto») i numeri per la formazione del gruppo anti-Fli. «Sono ottimista. I numeri per creare il gruppo dei responsabili (alla Camera servono almeno 20 adesioni n.d.r.) ci sono e l'obiettivo» annuncia euforico Nucara «si può raggiungere senza iniezioni da parte del Pdl».
Chi ne farà parte? L'esponente repubblicano (che potrà contare sulla carica di capogruppo) non fa nomi ma assicura che si tratta di parlamentari che finora non hanno votato la fiducia al governo. Questo vuol dire che non dovrebbero venire dal Pdl. Nei giorni scorsi si è parlato di 5 deputati del movimento NoiSud, 3 liberaldemocratici e 2 repubblicani (Nucara e Pionati). Ma sono circolate anche le possibili adesioni di alcuni esponenti delle minoranze linguistiche e di qualche parlamentare del gruppo siciliano dell'Udc, che ha già preso le distanze da Casini. «E' il caso di ricordare che è stato proprio Casini il primo a parlare di responsabilità...» fa notare Calogero Mannino che, insieme a Saverio Romano e Totò Cuffaro, guida la pattuglia dei centristi siciliani che hanno detto no al terzo polo e non chiedono la testa del Cavaliere. L'Udc va verso la spaccatura? «I dissensi sollevati sono legittimi ma rappresentano un problema loro, non di tutti i siciliani» taglia corto il capogruppo dell'Udc al Senato, Giampiero D'Alia.
Nel gruppo entreranno anche i moderati di Futuro e Libertà o qualche ex Ppi? Difficile prevederlo. Berlusconi conferma che la legge elettorale «non si tocca» e prova a rimanere in sella fino alla fine della legislatura. «Sono tranquillo. I finiani hanno dichiarato a più riprese di voler essere leali con gli italiani e di voler rispettare il programma. E su questo punto sono assolutamente sicuro» dice il Cavaliere, che difende il porcellum («Questa legge elettorale ha tolto il paese dall'ingovernabilità») e definisce Bossi un amico vero: «Sappiamo intenderci con poche parole e da questo è nato un rapporto politico molto solido».
Quanto all'opposizione, Bersani non ha alcuna intenzione di uscire dallo schema del nuovo Ulivo e va allo scontro con i veltroniani, che ieri hanno smentito l'intenzione di costituire un gruppo autonomo in Parlamento ma si sentono sempre più lontani dalla linea del segretario. Un Pd nel quale Nichi Vendola non vede bene la possibile alleanza con Casini: «Penso che i veti non bisogna né subirli né esercitarli e che non bisogna mai mettere il carro davanti ai buoi».