«La libertà in economia ha dei limiti»

PAVIA.Questa mattina alle 11, nel cortile dei Caduti dell'Università, il professor Giorgio Rampa, docente di economia, parlerà di libertà ed economia
Si può tracciare un confine della libertà nell'economia?
«Le azioni economiche dell'individuo devono essere compatibili con le libertà altrui. L'altro confine è tra l'attività privata e lo Stato, da sempre oggetto di discussione. Ma spesso i limiti imposti dallo Stato sono sollecitati proprio dai privati. Pensiamo alle licenze per certe attività: chi le ha le sostiene, ma questo limita l'attività privata di altri».
E' stato l'eccesso di libertà a produrre la crisi dei subprime?
«All'80 per cento si. In sè non è sbagliato lasciare libertà d'azione, ma questa si deve svolgere all'interno di regole che sappiano prevedere che i privati tendono ad avere una forte propensione a badare solo ai propri interessi».
Gli Stati sono intervenuti in modo massiccio per evitare il peggio, era inevitabile?
«Direi di si. La parte finanziaria dell'economia è cosi fluida e rapida che è in grado di fare pressione in poco tempo sui valori di titoli e valute, sui cambi e sui tassi di interesse. Alla fine coinvolge anche i risparmiatori che non hanno avuto responsabilità nella crisi. Una peggiore caduta di tutti i valori finanziari doveva essere evitata».
La globalizzazione è un bene o un male per la libertà economica?
«Da un parte, come già riteneva Adam Smith, è un bene perchè dà la possibilità a tutti di vendere liberamente ovunque. Dall'altra, la globalizzazione tende a standardizzare un po' tutti i prodotti, cioè a far perdere differenze e specificità delle culture locali e questa potrebbe essere un impoverimento generale».
C'è il rischio di una ripresa dell'inflazione?
«Un livello di inflazione più elevato di quello attuale me l'aspetto: l'importante è che non subisca un'accelerazione come negli anni Settanta e Ottanta, ma credo sia difficile. Un po' d'inflazione male non fa, in questo momento siamo a livelli fin troppo bassi».
Si dice che il libero mercato è un campo pieno di cadaveri, è vero?
«E' importante che tutti possano accedere al libero mercato con nuove idee. E quando arriva una nuova idea, se ha successo, affonda la vecchia. Naturalmente provoca cadaveri, ma forse questo è il prezzo che dobbiamo pagare se vogliamo garantire la libertà di accesso al mercato, che è il pensiero dei liberali classici».(l.s.)