«La commissione del prefetto? Benvenuta»


PAVIA. «Di una commissione di inchiesta prefettizia avevo già parlato ai capigruppo: le porte del Comune sono aperte». Il sindaco Alessandro Cattaneo accoglie la proposta di Ettore Filippi e l'opposizione è sostanzialmente d'accordo. La prefettura, però, non sembra disposta a farsi tirare la giacca dalla politica.
«La prefettura applica le leggi - spiegano da piazza Guicciardi -. Nel caso specifici il riferimento è il testo unico per gli enti locali ed è, quindi, solo il testo unico a stabilire quando e come, eventualmente, si debbano applicare gli strumenti di verifica previsti dalla leggi dello Stato». Un modo abbastanza chiaro per dire che non deve essere la politica a dettare l'agenda degli impegni alla prefettura, rappresentante operativo del governo sul territorio. A tirare in ballo la prefettura (non solo quella di Pavia, ma tutte le prefetture lombarde) era stato per primo l'ex sindaco ed ex deputato Elio Veltri che aveva chiesto una serie di verifiche negli enti pubblici (a partire dall'Asl di Pavia che ha visto l'arresto del direttore Carlo Chiriaco) dopo i 300 arresti per associazone mafiosa fatti scattare dalla direzione nazionale antimafia.
A seguire, è arrivata la proposta di Ettore Filippi di affidare ad una commissione prefettizia la verifica di eventuali infiltrazioni della 'ndrangheta a palazzo Mezzabarba: proposta nata nel cuore della maggioranza che prende piede sempre più rapidamente e non dispiace nemmeno all'opposizione.
«Avevo già affrontato il tema con il prefetto Ferdinando Buffoni a luglio, immediatamente dopo gli arresti, e ne avevo anche parlato nella conferenza dei capigruppo - spiega il sindaco Alessandro Cattaneo -. Avevo detto che una commissione comunale non avrebbe avuto senso visto che sarebbe stata composta da non professionisti, ma avevo anche spiegato ai capigruppo che, tra luglio ed agosto, la prefettura avrebbe dovuto affrontare problemi logistici enormi. Cosi avevamo rinviato la questione a settembre. Per estrema chiarezza: in linea di principio sono favorevole ad una commissione prefettizia che sgomberi il campo dai dubbi, ma deve essere la prefettura a stabilire tempi e modi».
Filippi aveva proposto l'intervento della prefettura «per evitare specupazioni politiche» dicendo chiaramente che la minoranza non avrebbe nessun interesse a far emergere l'estraneità dell'amministrazione da collegamenti poco chiari con elementi indagati.
L'opposizione non rinuncia all'ipotesi di una commissione comunale, ma è disposta ad accogliere a braccia aperte quella prefettizia.
«Trasformando la commisione antimafia in commisione d'inchiesta come avevamo proposto a luglio avremmo guadagnato due mesi di lavoro - commenta il capogruppo del Pd Francesco Brebndolise -. Ora, però, se sarà la prefettura ad indagare, ben venga: l'importante è fare chiarezza».
«Ribadisco la necessità di commissione comunale di inchiesta - aggiunge il capogruppo della 'lista per Albergati" Antonio Sacchi -. Prendo atto però della proposta di Ettore Filippi di 'invitare" una commissione prefettizia a far luce su quanto è avvenuto in Comune: è la dimostrazione che il problema delle infiltrazioni esiste, è reale, e che occorre farvi fronte concretamente e non soltanto a parole come fa la giunta Cattaneo».

Stefano Romano