Gambarana, bombe nella cascina
GAMBARANA. Altre due bombe della seconda guerra mondiale rinvenute a Gambarana in un caseggiato di via Concordia. La più grande è un proiettile di contraerea di 15 chili. Ieri gli artificieri hanno recuperato i due reperti trovati dalla proprietaria della cascina. Assieme a quello rinvenuto la scorsa settimana a Pieve del Cairo, li hanno poi fatti brillare in una cava in campagna.
Tre bombe, una delle quali una granata dal peso di quindici chili, ancora carica, del tipo di quelle usate dall'esercito tedesco nei cannoni in dotazione all'artiglieria anti-aerea, trovate nell'arco di poche ore in Lomellina. E' la dimostrazione che questi ordigni, ancora inesplosi, si nascondono soprattutto nei cascinali che ospitarono l'esercito tedesco prima della ritirata.
Dopo il proiettile da mortaio ritrovato sotto terra da Giovanna Fanelli nel castello Beccaria di Pieve del Cairo, lunedi è stata la volta di un doppio ritrovamento a Gambarana, in una vecchia cascina di Anna Paola Monni, adibita a magazzino e a pollaio, ma a due passi del centro del paese e dalla chiesa parrocchiale. «Il proiettile e la pesante granata - dice la donna - li ho trovati al piano superiore del vecchio caseggiato, mentre facevo le pulizie. Ho pensato in un primo momento che fossero dei giocattoli, ma quando li ho presi in mano mi sono davvero spaventata e ho immediatamente avvertito di carabinieri di Pieve del Cairo».
Gia allertati per il recente ritrovamento di Pieve, ieri gli artificieri del Genio Guastatori di Cremona si sono dovuti occupare anche dei due reperti di Gambarana. Prima di farli brillare hanno confermato: «Riteniamo davvero pericolosa la granata, un proiettile carico di polvere nera che era usato normalmente dall'artiglieria anti-aerea. Un'autentica bomba che dev'essere tratta con la massima cautela». Dapprima, accompagnati dai carabinieri di Pieve del Cairo e dal comandante Maurizio Isgrò nonché da da un'ambulanza della Croce Rossa di Mede, gli artificieri hanno recuperato il primo proiettile da mortaio al castello di Pieve del Cairo; poi il recupero dei due reperti bellici a Gambarana, riposti in contenitori ermetici e anti-urto prima di essere caricati sul blindato con cui i tre reperti dell'ultima guerra mondiale sono stati portati in una cava di inerti nella campagna di Galliavola.
Ed è qui che, in tempi diversi, la granata e i due proiettili da mortaio sono stati fatti brillare a distanza con l'uso di tre cariche e relativi detonatori. L'esplosione dei proiettili da mortaio è stato talmente forte da essere sentito anche dagli abitanti della frazione Gallia e della vicina Galliavola.