«Col nucleare bollette meno care». Il Pd: frottole
ROMA.Se il piano nazionale italiano del nucleare entrasse ora a regime, il costo delle bollette elettriche di cittadini e imprese italiane potrebbe recuperare il gap negativo che la vede superare del 25-30% il costo medio Ue. Ma la ricerca realizzata da The European house-Ambrosetti presentata a Cernobbio è duramente contestata dal Pd che la descrive come «un'enorme frottola».
Nello studio si spiega che l'Italia dipende dall'estero per l'86% del fabbisogno di energia primaria, e dai combustibili fossili per il 75%. La ricerca sostiene dunque che il ritorno al nucleare può produrre «vantaggi economici derivanti da costi di generazione elettrica più bassi e stabili, benefici ambientali legati alle emissioni di anidride carbonica».
Ma per Realacci del Pd lo studio presentato a Cernobbio «è un'enorme frottola che si racconta agli italiani» segnato «più dalle ragioni della propaganda che dalla realtà». Per Realacci nessun risparmio ma anzi il contrario: «Senza un forte sostegno pubblico l'attuale nucleare non è competitivo e i costi ricadrebbero proprio sulle tasche degli italiani che già ogni anno pagano 400 milioni di euro sulle bollette elettriche per smaltire le scorie del vecchio nucleare». Il nucleare diventa economico «solo con l'imbroglio» al punto che l'Enel ha chiesto un prezzo fisso sul kilowattore nucleare». Per Realacci servono fonti rinnovabili, risparmio e efficienza energetica, recupro energetico del patrimonio edilizio.