«Arrestatelo, mi ha violentata»
PAVIA. Arrestati per aver violentato in Brianza una ragazza conosciuta sul web. I protagonisti della vicenda sono studenti, un pavese e due lodigiani. Con questa accusa sono finiti in carcere Diego Cogoni, 23 anni, di Gerenzago, e Daniele Pasquini, 18enne di Pieve Fissiraga. Il terzo è un minore di 17 anni che abita nel lodigiano.
I due maggiorenni sono stati interrogati ieri mattina nel carcere di Monza dove sono detenuti. Entrambi hanno respinto le accuse e hanno spiegato che la ragazza era consenziente ai rapporti. Le indagini sono in corso e il difensore dello studente pavese, l'avvocato Marco Casali, ha già presentato istanza di scarcerzione.
La presunta violenta sessuale risalirebbe al 5 agosto scorso e sarebbe avvenuta a Varedo, un paese della Brianza in provincia di Monza. Da alcuni mesi Diego Cogoni, uno studente di scienze infemrieristiche dell'Università di Pavia, e la ragazza brianzola di 20 anni si scambiano messaggi in chat. Un dialogo proseguito sui social network come Facebook. Durante l'estate i due si sono scambiati anche il numero del telefono cellulare.
Il 5 agosto verso le 22.30 Diego Cogoni ha chiamato l'amica. «Sono a Varedo - avrebbe detto - se vuoi ci vediamo e beviamo qualcosa insieme». Lei ha accettato e cosi lo studente si è presentato davanti a casa al volante di una Grande Punto con i due amici lodigiani. Secondo l'accusa, una volta salita in auto la ragazza avrebbe chiesto dove volevano andare. «Secondo te? - sarebbe stata la risposta - andiamo a fare quello che tu sai». E cosi l'auto si è diretta verso via Monti Tre Croci di Varedo, un posto isolato alla periferia del paese. Secondo l'accusa Diego Cogoni avrebbe chiesto all'amica di scendere e avrebbe detto: «Dai, adesso ci divertiamo».
Sempre secondo l'accusa la ragazza sarebbe stata costretta ad avere rapporti sia con l'aspirante infermiere che con il ragazzo minore lodigiano. Il terzo giovane, sempre secondo il racconto della vittima, avrebbe ripreso i rapporti sessuali con il suo cellulare. Ma il particolare è stato decisamente smentito dagli avvocati.
I difensori sostengono infatti che il telefono cellulare di Daniele Pasquini non era nemmeno dotato di una videocamera. Il ragazzo l'avrebbe usato per inviare qualche messaggino a una sua amica.
I tre hanno poi caricato di nuovo la ragazza sull'automobile e l'hanno riportata a casa. La giovane ha raccontato la sua terribile avventura a un amico in chat (un certo Andrea) e poi alla madre. La donna, spaventata, ha subito chiesto l'intervento dei carabinieri.
I militari della compagnia di Desio l'hanno interrogata, hanno iniziato gli accertamenti e, in pochi giorni, hanno identificato i tre presunti giovanissimi violentatori. La ragazza è stata poi visitata alla Clinica Mangiagalli di Milano. Il quadro è stato poi completato e cosi i tre sono stati arrestati due giorni fa.