Immagini dalla città dolorosa
PAVIA.Tre occhi fotografici diversi per narrare la storia del manicomio di Voghera dall'apertura nel 1876 agli anni '30 del Novecento. Le immagini che saranno esposte fino al 3 ottobre al castello di Pavia, provengono dai fondi fotografici storici dello studio di Davide Cicala, di Gaspare Bergonzoli e di Guglielmo Chiolini. La mostra, curata da Susanna Zatti, sarà inaugurata sabato alle 21.30 con la lettura da parte di Bruno Cerutti del monologo 'Visita guidata al mondo capovolto" di Antonio Albanese e Francesco Freyre.
In mostra ci sono le immagini professionali eseguite alla fine degli anni '70 dallo studio vogherese di Davide Cicala: di piccolo formato, esse costituiscono una sorta di campionatura dei maschi ricoverati e testimoniano l'interesse per lo studio della fisiognomica condotto dalla scuola medica pavese (le foto erano destinate ad essere allegate alle cartelle cliniche). Una rappresentazione ben più articolata del microcosmo manicomiale è invece quella realizzata da Gaspare Bergonzoli, nipote del primo vicedirettore del manicomio. Esperto fotografo, membro del Circolo fotografico lombardo, Bergonzoli ritrae i degenti per una ricerca estetica ed espressiva che lo porta ad indagare volti, atteggiamenti, relazioni di un'umanità diversa, dolorosa, misteriosa. Accanto a intensi ritratti, anche immagini di rappresentazioni teatrali che il manicomio organizzava in occasione delle feste. L'ultimo gruppo di immagini porta la firma di Guglielmo Chioliniche, in previsione di un restauro della struttura, documenta gli ordinati e asettici ambienti di cucine, bagni, refettori, dormitori, il museo, i reparti di tessitura, falegnameria, l'officina del fabbro, i campi di coltivazione dove lavoravano i degenti. La mostra sarà aperta da martedi a domenica dalle 10 alle 17.50
La decisione di realizzare un manicomio a Voghera data 1872 e derivava dal nuovo interesse per le malattie nervose e per la possibilità di loro cura, in quegli anni vivace in particolare a Pavia dove operava Cesare Lombroso: il famoso neurologo aveva sino ad allora applicato le sue teorie fisiognomiche e i suoi originali metodi terapeutici sui malati dell'ospedale San Matteo, ma lamentava l'assenza di una struttura specifica. Il manicomio iniziò a funzinare nel 1876 con 89 malati maschi. A partire dagli anni Ottanta, il manicomio di Voghera - ritenuto esemplare in Italia - prese a funzionare a pieno regime: la 'città dolorosa" ospitava in media 370 degenti, in prevalenza uomini, affetti da pellagra, da forme depressive e alcoolismo.