L'Inter a Bologna cerca il riscatto dopo la supercoppa

MILANO.Ci vuole subito una vittoria perchè l'Inter torni a sentirsi padrona del calcio italiano. Le certezze scosse in 48 ore, prima dalla sconfitta di Montecarlo nella finale della Supercoppa poi dal «colpaccio» di mercato del Milan che arruola proprio Zlatan Ibrahimovic, rendono delicato l'esordio di Rafa Benitez nel campionato italiano, nel posticipo di oggi a Bologna. Se infatti l'anno scorso Josè Mourinho si concesse il lusso di cominciare con un pareggino casalingo contro il Bari, il suo successore è costretto a inseguire i tre punti domani sera in trasferta contro il Bologna. Non è un'impresa da far tremare quella che aspetta i nerazzurri ma la prudenza suggerisce di non prendere sottogamba l'impegno anche contro una squadra che ha cambiato oggi allenatore (esonerato Colomba si fa il nome di Malesani) e, soprattutto, di sospendere ogni tentativo di modificare l'Inter pigliatutto ereditata dal collega. «Sapevamo già che il Milan era forte - ha detto il tecnico spagnolo - ora lo sarà di più». Questa sera l'Inter dovrà fare a meno di Maicon, acciaccato a Montecarlo e non convocato, e Benitez sta meditando se non sia giunto il momento di rispolverare Santon. «Io comunque sono sicuro della reazione dei miei giocatori - afferma Benitez che si è documentato e sa benissimo che i nerazzurri negli ultimi tre anni non sono mai partiti a razzo -. ma credo che aver perso l'ultima partita potrebbe dare uno stimolo in più. Tanti fattori che non hanno permesso di svolgere un lavoro continuo per due settimane. Che cosa vogliamo fare a questo punto? L'avevo già detto prima della partita contro la Roma, utilizzeremo più o meno lo stesso modulo. Non voglio fare una rivoluzione, cambierò qualcosa, ma non quello che c'è di buono». Ma si può cambiare in meglio una squadra vincente utilizzando gli stessi giocatori? Benitez vorrebbe magari dire di no, ma non può farlo. Deve aspettare almeno fino a domani alle 19 quanto il mercato chiude.
«Il presidente Moratti e Marco Branca - ricorda - sanno quello che mi piacerebbe e saranno loro a decidere se si può fare o meno».