E ora i due ginecologi si accusano a vicenda

MESSINA.I due si accusano a vicenda. Il primario Domenico Grenese parla di «teste calde» e racconta: «Il collega più giovane (Antonio De Vivo, ndr) non ha avvertito quello più anziano che stava facendo l'induzione al parto. Poi uno ha spinto l'altro e hanno litigato». Ma le versioni dei protagonisti sono contrastanti: saranno le indagini a chiarire se all'origine dei fatti ci siano gelosie professionali o dissapori, mentre la direzione generale del policlinico non esclude «provvedimenti severi» già oggi e parla di reparto «che ha problemi perché l'organizzazione non è la migliore».
Vincenzo Benedetto, tuttavia, smentisce attriti col collega: «Abbiamo entrambi un'attività privata, come consentito dalla legge, e nessuno ha mai interferito sui pazienti dell'altro», assicura. Poi si difende: «Non ho aggredito nessuno». La lite sarebbe cominciata quando Benedetto, che era di guardia, avrebbe chiesto spiegazioni al collega su quello che stava facendo, avendo notato delle anomalie sulla macchina del cardio-topografo. Dopo essere andato a chiamare l'anestesista per un cesareo d'urgenza, avrebbe subito la presunta aggressione di De Vivo: «A quel punto lui comincia a insultarmi e mi getta una sedia contro, che sbatte sulla scrivania e cade sul pavimento» spiega. «Poi dà un pugno alla vetrata e si fa male». Accuse che De Vivo respinge: «Dico solo che io sono parte lesa e sono stato aggredito. Sono tranquillo. Ho piena fiducia nella magistratura, la verità verrà alla luce».
Secondo Benedetto, tuttavia, i problemi della puerpera «sono dovuti a una patologia pregressa» per la quale il gel utilizzato dal collega per la stimolazione «può essere nocivo». Nega però ritardi e sottolinea: «Non eravamo in sala travaglio, ma in una sala riunioni». Entrambi svolgono attività privata: a De Vivo, il ginecologo che ha seguito Laura Salpietro, il marito ha ribadito ieri «piena fiducia».