«Mi hanno tagliato la pensione»

VIGEVANO.«Mi hanno tolto l'indennità di accompagnamento, da gennaio, e non so ancora perché. So solo che io non ho più soldi e non so come fare». Rosa Madonia, 50 anni, chiede di raccontare la sua storia, perchè spera che qualcuno la possa aiutare a capire esattamente che cosa è successo e a ridarle una serenità economica. Colpita nel febbraio del 2004 da aneurisma cerebrale, si salvò solo perché il figlio Massimiliano, oggi 30enne, rientrò a casa quando il malore, davvero molto grave, si era da poco manifestato. «Nove ore di operazione all'Humanitas di Rozzano e cinque mesi di ricovero in ospedale alla Maugeri» racconta oggi Rosa, che da quel giorno fatica a parlare e si muove solamente con l'aiuto di un bastone, avendo una parte del corpo paralizzata. «Prima ero assistente Asa all'istituto di riposo De Rodolfi - spiega - mi prendevo cura degli anziani. Oggi non mi vuole più nessuno, sono invalida al 100%, inabile al lavoro». Lo certificano le visite dell'Asl, che sanciscono e confermano ogni anno la sua invalidità totale. Da allora in poi, la sua vita è stata stravolta. Tutti i mesi ha percepito circa 1.100 euro di pensione di invalidità e indennità di accompagnamento. A gennaio la sorpresa. «Mi hanno tolto l'accompagnamento - spiega Rosa Madonia - senza una spiegazione, ancora non ho capito perché. Anzi, mi è arrivata una richiesta, da parte dell'Inps, di restituire circa 3.800 euro per l'indennità percepita prima, quasi fossi una falsa invalida. Eppure basta vedermi per capire quali sono le mie condizioni fisiche».
Rosa Madonia, con l'aiuto del figlio, ha presentato un ricorso, si è rivolta a un legale e ai sindacati. «Perché non ce la faccio più a vivere cosi - sottolinea la signora -. Non riesco nemmeno ad arrivare alla metà del mese con i 700 euro di pensione, devo pagare l'affitto, le spese, mangiare. E cosi non ci riesco, non posso lavorare. Chi mi prende cosi? Ad agosto mi ha dato una mano mio figlio, che però ha un suo lavoro, vive in un'altra casa e ha una sua vita, e ha diritto ad averla». La signora chiede spiegazioni: «Io voglio capire perché mi è stato tolto l'accompagnamento - dice - e poi chiedo di riavere la mia indennità, con gli arretrati, perché è evidente che c'è un errore». (d.a.)