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VIGEVANO. Prestavano soldi a usura a filippini immigrati in città. Michele Di Luccio, 52 anni, impiegato alle Poste, e la convivente filippina Susana Zanacco, 48 anni, sono stati arrestati dalla polizia.
Le indagini del commissariato diretto dal vice questore Anna Leuci sono durate tre mesi. Sono partite quando una commerciante filippina 53enne, che vive in Italia da oltre vent'anni, e il figlio ventenne sono andati a denunciare prestiti a usura, e tentativi di estorsione. La donna, con problemi di liquidità nella gestione del negozio, aveva chiesto un prestito da 3mila euro. Ma la coppia di presunti usurai ne aveva concessi 1.800, pretendendo poi la restituzione di 3mila 200 euro. Con un tasso di interesse quindi del 72 per cento semestrale, mentre il massimo consentito dalla legge era del 17,22 per cento al momento della denuncia. Il figlio invece ha chiesto un prestito da 5mila euro, denaro che gli serviva per un viaggio in patria. Avrebbe dovuto restituirlo con lo stesso tasso di interesse.
Entrambi hanno cominciato a ridare con assegni le rate dei prestiti, minacciati dall'impiegato e dalla convivente per avere puntualità nei versamenti. Per questo viene contestata anche la tentata estorsione. Il postino (che di recente ha avuto il trasferimento in un ufficio di Milano) e la convivente, secondo le accuse, facevano credere di avere legami con la criminalità organizzata. Invece, la loro era un'attività gestita in proprio. Il commissariato di viale Libertà continua comunque a indagare, per accertare se altre persone - in particolare all'interno della comunità filippina di Vigevano - siano state vittime di prestiti a usura.
Intanto, l'altra mattina è stato eseguito l'ordine di custodia cautelare, concesso dal sostituto procuratore Pietro Mondaini in base agli elementi raccolti dalla polizia. E' stato l'ultimo suo provvedimento firmato a Vigevano, prima del trasferimento alla procura di Verbania dove lavorerà come giudice. A Michele Di Luccio e Susana Zanacco è stato concesso di restare agli arresti domiciliari nel loro appartamento, perché non hanno precedenti penali.

Anna Mangiarotti