«Detriti in Po, potevamo toglierli»


PIEVE P. MORONE.«Noi, quei detriti sotto il ponte potremmo toglierli al massimo in due ore di lavoro». Lo dice convinto Alberto Marchesi nella sede di Pavia del Consorzio Forestale dell'Unione agricoltori, di cui è presidente. I detriti in questione che si potrebbero togliere in due ore (ma sono li da mesi) sono quelli che premono sui piloni del ponte sul Po di Pieve Porto Morone. Detriti che, a detta del sindaco Angelo Cobianchi, rappresentano un problema serio in caso di piene del fiume deviando e frantumando la corrente spingendola contro le sponde. Ma potrebbero rappresentare anche una minaccia reale per la stabilità del ponte stesso («Quando la corrente è forte senti lo senti ballare» ha affermato allarmato il primo cittadino).
Rami e tronchi trasportati dal fiume: sono uno dei problemi più segnalati dalle amministrazioni «fluviali». C'è chi sta operando. «Li abbiamo rimossi ripristinando anche aree verdi intervenendo a San Cipriano, Spessa, Portalbera, Zerbo, San Zenone, Monticelli - spiega Marchesi - Il tutto nell'ambito dei Sistemi Verdi, il progetto di riqualificazione ambientale finanziato dalla Regione Lombardia. Abbiamo contattato tutti i Comuni lungo il Po. L'unico che non ha aderito è proprio Pieve Porto Morone».
Il progetto lombardo partito nel 2006 è giunto al terzo lotto ed è finanziato con un milione di euro.
In provincia di Pavia, oltre al Consorzio pavese opera il Consorzio forestale del Parco del Ticino (in azione in questo periodo per ripulire le sponde lungo il torrente Scuropasso in Oltrepo pavese, dalle parti di Broni). Il Consorzio di Pavia è una Onlus sorta nel 2002 che oggi annovera aziende associate per oltre 1.300 ettari di bosco.
Tra gli associati figura anche il presidente dell'Inter Massimo Moratti, titolare di una azienda biologica con 54 ettari di impianti boschivi. Rimuovere detriti e ripristinare il verde lungo il Po: una sfida anche economica che consente, infatti, di incassare 20mila euro per ettaro «ripristinato», avendo poi l'obbligo della gestione per cinque anni e della manutenzione per altri trenta.
Interventi atti a prevenire oltre alle piene soprattutto gli incendi del sottobosco fluviale. A Pieve Porto Morone i detriti che destano più preoccupazione sono quelli accatastati sotto le arcate.
«Il sindaco Cobianchi - osserva Marchesi - pareva convinto della opportunità del nostro intervento. Sembrava la soluzione migliore per questa manutenzione straordinaria. Poi non si è saputo più nulla se non che l'amministrazione stava pensando di creare un proprio consorzio». Il primo cittadino di Pieve Porto Morone aveva però da parte propria rilevato come la questione della manutenzione fluviale riguardi l'Aipo, ovvero l'Agenzia interregionale per il fiume Po. La stessa amministrazione provinciale di Pavia, responsabile della manutenzione stradale del ponte, ha spiegato di aver contattato verbalmente più volte proprio l'Aipo per intervenire sul Po a Pieve Porto Morone. «Ma L'Aipo scarseggia di fondi» spiegano al Consorzio Forestale. Ma non potrebbe intervenire direttamente il Comune vista la determinazione con cui ha segnalato il problema? «No - risponde Marchesi - ogni singolo progetto d'intervento sul fiume, nell'ambito dei Sistemi verdi, va concordato preventivamente e approvato dall'Aipo. Progetti che, va ricordato, vengono valutati se sono presentati dai Consorzi che hanno risposto al bando regionale». Bando che è giunto al terzo lotto. Dovrebbe partire il quarto che sarà aperto anche ad aziende singole olte che ai consorzi. La sfida dei detriti è un business giocato sulla sicurezza del fiume. Intanto i detriti sotto il ponte di Pieve anche ieri erano al loro posto. Aspettando le piogge.

Fabrizio Guerrini