Da deposito ferroviario a rifugio degli emarginati
PAVIA.Materassi, elettrodomestici rotti, cartoni accastati. E siringhe disseminate in ogni angolo. L'ex deposito delle locomotive in viale Trieste, al numero 14, è una piccola Snia a due passi dal centro. Lo stabile, che ospita anche la mensa ferroviaria, è diventato al piano inferiore il ritrovo di senzatetto e tossicodipendenti. La struttura ora è transennata, delimitata dal nastro rosso e bianco degli inquirenti. E nelle stanze che portano tracce del passaggio e della permanenza di diverse persone non è rimasto più nessuno.
Ieri pomeriggio c'erano però due operai, incaricati dalla proprietà di pulire l'edificio. «Facciamo il possibile», hanno spiegato asciugandosi il sudore, con le mascherine sulla bocca per non respirare la polvere che si solleva a ogni movimento. Decine di sacchi di spazzatura erano stati accatastati fuori dai locali, pronti per essere portati via con un camioncino. Ma non è bastato. L'operazione di sgombero dei materiali e di eliminazione del degrado richiede più tempo e altri strumenti. I guanti degli operai non sembrano bastare a proteggersi dal rischio di pungersi con le siringhe nascoste a decine tra le macerie. «Sarà fatto sicuramente un intervento più incisivo di messa in sicurezza», assicurano dalle Ferrovie. Ma i tempi e i modi non sono stati ancora decisi.
Della possibilità di riutilizzare il deposito, con interventi mirati di riqualificazione, si era parlato nel 2004, in un incontro tra Ferrovie e Comune in Regione, proprio mentre si discuteva di una serie di operazioni per rendere più strategico il nodo ferroviario di Pavia. Ma l'edificio di viale Trieste, ad eccesione dei locali mensa, è rimasto come prima. Delle operazioni previste non è stato fatto nulla, e negli anni tutta la struttura si è trasformata in un rifugio per gli emarginati. Anche se si trova su viale Trieste, e a due passi dalla frequentata stazione degli autobus, l'edificio, a cui si accede attraverso un cancello, rimane nascosto alla vista dei passanti. Ma chi abita e lavora in questa zona conosce bene la situazione di disagio. «Ho visto alcuni dipendenti della mensa uscire con un bastone anche solo per andare a buttare la spazzatura - dice un residente -. Ormai qui è diventata terra di nessuno e non sai mai chi puoi trovare nascosto dietro a quei pilastri. Non mi stupisce quello che è accaduto. Speriamo che ora qualcuno si decida a trovare finalmente una soluzione». (m. fio.)