Odissea sul Tgv per l'ex sindaco

SARTIRANA.Odissea sul treno ad alta velocità Tgv Milano-Parigi per Paolo Pasini e la moglie Luisella Dallera. L'ex sindaco ha richiesto alla società romana Artesia il rimborso del costo del biglietto di prima classe: «E' stato acquistato e pagato. Ma non ho ricevuto un servizio, solo disagi reiterati». In mancanza di un riscontro, Pasini passerà alle vie legali. Questa vicenda potrebbe capitare a chiunque, soprattutto nei mesi estivi. E' andata cosi: i coniugi decidono di rivolgersi all'operatore turistico della capitale per trascorrere una settimana a Parigi. Arrivati a Milano Centrale, i Pasini scoprono che la sera prima il treno non era arrivato dalla città francese Modane: sebbene in possesso di un biglietto di prima classe, devono raggiungere Modane in pullman e salire sul Tgv fermo in stazione. «Oltre a essere sporco e con cestini non svuotati, il treno aveva un finestrino sfondato nella carrozza di prima classe in cui avevamo la prenotazione - raccontano - Dopo essere partiti con un'ora di ritardo, a Lione ci hanno trasferito su un altro Tgv, su cui non erano state rispettate le nostre prenotazioni di prima classe. Cosi abbiamo dovuto ingegnarci per trovare due posti alternativi». A Lione, «nessuna assistenza dal personale viaggiante delle ferrovie francesi». La famiglia arriva a Parigi, alla Gare de Lion, con quasi due ore di ritardo e la perdita della coincidenza per la Gare de St. Lazare, da cui sarebbero dovuti partire per Caen. Stesse traversie per il viaggio di ritorno a Milano Centrale, visto che il treno 9299 termina la corsa a Modane. «Alla luce dell'esperienza negativa dell'andata, a Parigi ho chiesto se il treno avrebbe terminato la corsa a Modane, ma sono stato rassicurato del fatto che avrebbe continuato sino a Milano - dice ancora Pasini - Inoltre, il personale viaggiante francese ha comunicato solo dopo Chambery che il treno si sarebbe fermato prima del confine italiano. Risultato: viaggio in pullman, di scarsissimo confort, da Modane a Milano con un autista che faceva finta di non capire l'italiano. E l'arrivo a Milano Centrale con un'ora e mezza di ritardo». (u.d.a.)