Chiede la carità, 400 euro di multa


VIGEVANO.La città delle multe: vietato sedersi sotto la statua di San Giovannino in piazza Ducale, vendere mimose per strada l'8 marzo, ma anche chiedere l'elemosina al cimitero. Dove ieri una donna romena di 44 anni è stata multata dai vigili con un verbale da 400 euro, in base al regolamento comunale.
«Tutto è nato - spiega l'assessore alla Sicurezza Andrea Ceffa - da un esposto di residenti alla frazione Piccolini. Segnalavano questuanti molesti nel cimitero della zona, che arrivavano a strattonare le pensionate per farsi dare qualche spicciolo. Sono partiti i nostri controlli». Di mendicanti al cimitero della frazione, ieri neanche l'ombra. Una questuante c'era al cimitero principale, all'opera fra le tombe: è stata identificata e multata dagli agenti del comandante Pietro Di Troia. «E' domiciliata a Vigevano: sappiamo dove trovarla, se non paga la legge farà il suo corso fino al pignoramento dei mobili», dice Ceffa. Spiegando che le multe previste dal regolamento comunale o altre normative «non si applicano per razzismo o scarsa sensibilità e carità cristiana, ma solo per mantenere l'ordine e la sicurezza pubblica. E' la gente che ce lo chiede. E comunque, invece di sopravvivere con l'elemosina si potrebbe andare a lavorare». Sempre in tema di multe, quest'anno la polizia locale ha multato (160 euro) un violinista di strada con il sequestro dello strumento, e un suonatore d'arpa che si esibiva nell'isola pedonale: l'arpa è stata sequestrata e poi restituita, dopo il pagamento di 160 euro. Multe anche contro la prostituzione su strada, a lucciole e clienti che accostano per contrattare il prezzo: le sanzioni presto passerano da 160 a 400 euro. E ancora: l'8 marzo i vigili hanno sequestrato 350 mazzi di mimose a due immigrati del Bangladesh, multati per 3mila 100 euro ciascuno, secondo la normativa regionale sul commercio ambulante senza licenza.

Anna Mangiarotti