Rischio fontanazzi, i danni del «castorino»

PIEVE PORTO MORONE.Argini deboli forse anche per colpa di chi regalava, negli anni del boom, a mogli, amanti e fidanzate la pelliccia di castorino. Sta di fatto che la nutria (scientificamente Myocastor coypus) era un tranquillo roditore che abitava le zone fluviali e palustri del Sud America. Poi è stato allevato in modo intensivo anche in Italia per la sua pelliccia.
Allevamenti negli anni falliti e fughe accidentali, hanno permesso al roditore di insediarsi stabilmente lungo il Po. E le sue tane sono spesso scavate per decine di metri sotto gli argini.
Queste gallerie sotterranee prodotte dal roditore sudamericano d'importazione sarebbero una delle cause scatenanti dei cosidetti e temuti «fontanazzi». Durante le piene il fontanazzo è uno sbocco di acqua dal sottosuolo. Una «sorgente» oltre le linee di protezione, che altro non è che un effetto dell'onda di piena che si scarica anche sotto gli argini sbucando oltre le barriere. Ricordano bene a Pieve Porto Morone il fontanazzo che faceva ondeggiare come se fosse in ebollizione il cortile in cemento di una azienda.
In quel caso, come si deve fare, si arginò la sorgente ponendo attorno dei sacchi di sabbia atti a «ingabbiare» l'acqua, formando la cosidetta coronella.