Il medico è litigioso? Scatta la multa da 200 a 500 euro

PAVIA. Il medico sgarbato che ha un diverbio con un paziente adesso rischia un provvedimento disciplinare. Non una nota negativa in 'pagella" al momento del rinnovo del contratto, ma una sanzione immediata: dalla censura scritta alla sospensione dal servizio senza retribuzione, fino al licenziamento.
Non che prima i dirigenti medici non potessero incorrere in provvedimenti disciplinari ma la legge Brunetta ha imposto agli ospedali e alle aziende sanitarie di adeguarsi, adottando anche per questa categoria un iter e una commissione collegiale come già si faceva per il personale del comparto (infermieri, tecnici e operatori). E cosi se prima il procedimento era affidato al legale della fondazione, da oggi sarà un organo collegiale a valutare caso per caso. Lo compongono Patrizia Alberti (responsabile), Antonella Riva ed Emanuele Porcu. «Una garanzia in più per i cittadini che avranno la possibilità di far sentire la propria voce se ritengono di aver subito un torto - spiegano al San Matteo -. Ma questo strumento dovrà essere usato con saggezza. Prima di adottare un provvedimento si vaglierà in profondità ogni caso».
Le segnalazioni dei cittadini potranno passare, come è accaduto finora, anche dall'Urp, l'ufficio relazioni con il pubblico. Ma perché scatti un procedimento non basta certo che il medico sia maleducato. Bisognerà dimostrare il comportamento scorretto nei confronti di un paziente o di un altro lavoratore. Ma anche eventuali inadempienze e negligenze.
Rischia di incorrere nella censura o in una multa (da 200 fino a 500 euro) chi non osserva la normativa contrattuale, chi adotta una condotta negli ambienti di lavoro non conforme ai principi di correttezza verso la direzione aziendale, gli altri dirigenti, i dipendenti o gli utenti. Ma anche chi incappa in alterchi e liti.
Viene punito anche chi si dimostra negligente nel controllare e compilare cartelle cliniche, referti e accertamenti diagnostici.
Finisce nei guai inoltre chi non osserva gli obblighi in materia di prevenzione, come il divieto di fumo.
Non solo: il dirigente deve astenersi dal chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali in cambio di visite e prestazioni «se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e fatti salvi quelli d'uso, purché di modico valore» dice il regolamento. Nei casi in cui il contenzioso con l'azienda dovesse raggiungere toni esacerbati o venisse a mancare la collaborazione per dirimere la questione si applicheranno le sanzioni più severe che prevedono anche sospensioni dal lavoro da tre a sei mesi, fino al licenziamento.

Maria Grazia Piccaluga