Il Papa alla Francia: accogliere tutti
ROMA.Parla in francese, rivolgendosi ai quattromila pellegrini arrivati davanti alla residenza estiva di Castel Gandolfo per l'Angelus, e la scelta di parte di Benedetto XVI, nei giorni in cui la Francia espelle i rom, sembra un messaggio preciso: «I testi liturgici di oggi» dice, «ci ricordano che tutti gli uomini sono chiamati alla salvezza e questo è anche un invito a sapere accogliere le legittime diversità umane, seguendo Gesù, venuto a radunare gli uomini di tutte le nazioni e di tutte le lingue».
Nella lingua di Nicolas Sarkozy, il papa lancia un invito alla «fraternità universale», rimarcando in modo forte la posizione della Chiesa sugli «espatri accompagnati» a cui ha plaudito il ministro dell'Interno Roberto Maroni, annunciando la richiesta all'Unione europea di un giro di vite non solo sui rom, ma anche sui cittadini comunitari che si trovino in Italia senza reddito e senza una dimora adeguata. Dopo l'appello al rispetto delle norme europee del segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, e quello del direttore generale della fondazione Migrates, monsignor Giancarlo Perego, che aveva parlato di «politica discriminatoria», Benedetto XVI ribadisce con il suo richiamo alla solidarietà la contrarietà della Chiesa. Una posizione confermata in Francia dalle denunce dell'arcivescovo di Aix en-Provence e Arles a Bouches-du-Rhone, Christophe Dufour: «I discorsi sulla sicurezza che lasciano intendere che ci sono popolazioni inferiori sono inaccettabili» ha detto. Contro la «guerra anti-rom», clamorosa la reazione di padre Arthr Hervet, sacerdote a Lille, che ha addirittura confessato (per poi scusarsi) di pregare «perché Sarkozy abbia un attacco di cuore» e ha deciso di restituire la medaglia al merito con la quale era stato decorato.
«Le parole del Papa condannano senza appello ogni discriminazione e chi, come la Lega, fomenta l'intolleranza» commenta Felice Belisario, presidente dell'IdV al Senato. Ma la maggioranza sembra sorda. «Bruxelles deve consentirci di rispedire a casa i cittadini comunitari che non si sostentano da soli» afferma il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano. Necessità di una linea dura anche per il sindaco di Milano Letizia Moratti: «Si alle espulsioni, no ai rimpatri volontari e assistiti, quasi sempre senza esito». (m.r.t.)
L'AMBASCIATORE A PARIGI
La Bulgaria: le espulsioni
sono lecite e normali
SOFIA.L'ambasciatore di Bulgaria a Parigi, Marin Raikov, ha invitato a «non drammatizzare» la «normale» espulsione dalla Francia di «un numero limitato» di rom bulgari in posizione irregolare. «Non c'è nulla di più normale che la Francia cerchi di far rispettare la legge». Bulgari e romeni, cittadini di due Paesi che hanno aderito all'Ue nel 2007, non possono soggiornare in Francia più di tre mesi senza lavorare o studiare legalmente. In Bulgaria un primo gruppo di 13 espulsi è arrivato venerdi a Sofia e altri 11 sono attesi per mercoledi. Entro settembre il numero totale degli espulsi arriverà a meno di 50.