L'amore di Gian Marco e Piera e un destino troppo crudele

PAVIA.Sopravvivere ai figli. Niente è più crudele. Soprattutto se sono figli nel fiore della vita. Come Edoardo, figlio di Gian Marco e Piera, a Pavia assicuratori conosciuti da anni e con crescente successo. Poi Gian Marco Bianchi rileva la Nuova Pallacanestro Pavia, il presidente salito più in alto dai tempi della Fernet Branca. Bianchi, anche nei momenti difficili, i risultati sportivi talvolta non proporzionali all'impegno, sempre seguiva questo suo figlio unico, Edoardo. E ne parlava sempre Piera, madre dolce, attenta al «suo bambino». Edo cresceva: un po' di basket, i film, musica e computer, la scuola facendosi largo in anni cruciali, l'adolescenza. Gian Marco parlava di lui e sospirava. Umanissima la sua preccupazione, umanissime le attenzioni di Piera. Gian Marco lontano da casa per il basket, ma l'orecchio a casa, le prime sere di Edo con gli amici, crescenti complicazioni. Le ricostruzioni di un fatto tanto doloroso, parlano di un battibecco in famiglia, di Edo contrariato. Motivi banali. Una questione legata alle vacanze, al rientro o meno in città. Piccoli drammi di gioventù. Belli da superare. Se Edo è inciampato in qualcosa che li non doveva stare, o se la rabbia gli ha fatto perdere il controllo, se è andata cosi, Gian Marco e Piera soffrono di un oltraggio in aggiunta al duro colpo del destino. Edo per loro era tutto. Non è giusto. (ste.pal)