Da Pavia in trasferta a Portofino per rubare nel castello affittato da Berlusconi: arrestato

PAVIA. Da Pavia a Portofino per svaligiare la villa affittata dal premier Silvio Berlusconi. Ma Luciano Riccardo Mauri, 39 anni, residente in piazzale Europa, è stato bloccato dai carabinieri e questa mattina sarà processato a Chiavari con rito direttissimo. E' accusato di tentato furto. L'uomo era stato arrestato a Pavia insieme ad altre tre persone, nel mese di gennaio dello scorso anno, per un tentativo di estorsione ai danni di una donna manager del settore assicurativo.
Il maldestro tentativo di furto è avvenuto nella notte tra lunedi e martedi nel castello di Paraggi che viene sempre affittato dalla famiglia Berlusconi. Forse Riccardo Mauri non si immaginava che nella villa c'erano Piersilvio Berlusconi e la fidanzata Silvia Toffanin.
Forse lui cercava solo una villa elegante dove poteva trovare un discreto battino. Ma ha scelto quella sbagliata perchè la vigilanza, nonostante l'assenza del Presidente del Consiglio, è sempre molto stretta. In ogni caso Riccardo Mauri è riuscito a scavalcare il muro di recinzione di villa Bonomi Bolchini e si è messo a girovagare per il giardino. Poi è entrato in una dependance ma una governante lo ha visto. La donna si è resa subito conto che quell'uomo era un intruso e ha lanciato l'allarme. Riccardo Mauri è stato bloccato dalla vigilanza interna ed è stato consegnato ai carabinieri della compagnia di Santa Margherita Ligure competenti per territorio.
Piersilvio Berlusconi e la fidanzata non si sono accorti di nulla. Il ladro è stato accompagnato nella caserma di Santa Margherita Ligure dove è stato arrestato con l'accusa di tentato furto. Questa mattina comparirà davanti al giudice del tribunale di Chiavari per il processo con rito direttissimo.
I carabinieri hanno comunque accertato che non voleva entrare nella residenza del presidente ma in quella del personale di servizio. Da un punto di vista giuridico non cambia nulla: adesso rischia una pesante condanna.
Luciano Riccardo Mauri era stato arrestato dai carabinieri di Pavia l'otto gennaio del 2009 per un tentativo di estorsione. Con lui erano finiti in carcere Alex Casagrande, Nicoletta Bovera e Pietro Taramelli. Tutti con l'accusa di estorsione ai danni di una manager assicurativa. I quattro, secondo l'accusa, avrebbero proposto alla donna di truffare la compagnia per la quale lavorava e, di fronte al suo rifiuto, l'avevano minacciata pesantemente. Le minacce erano proseguite per diversi giorni. La donna avrebbe dovuto avallare centinaia di polizze che i quattro pensavano di far sottoscrivere ad altrettante persone delle comunità di nomadi di Pavia, Vercelli e Cuneo. Le provvigioni sarebbero state divise in cinque ma la manager aveva risposto di no. E le minacce erano proseguite sino a quando la donna aveva raccontato tutto ai carabinieri. Il telefono della manager era stato messo sotto controllo e i carabinieri si erano resi conto che le minacce stavano diventando sempre più pesanti con una richiesta di diecimila euro al mese. Cosi i militari avevano organizzato una trappola.

Adriano Agatti