Senza Titolo
SERVIZI E DISAGI
Poste chiuse di pomeriggio
Che guaio per Belgioioso
Scrivo riguardo alla notizia della chiusura a giorni alterni dell'ufficio postale di Belgioioso. Vorrei innanzitutto ringraziare quanti hanno deciso di dedicare attenzione a questo problema e più in generale hanno posto attenzione a questo particolare servizio.
L'ufficio postale, infatti, può sembrare un luogo consueto, cosi familiare che non ci si bada più di tanto, e si finisce per non accorgersi delle sue trasformazioni e dei suoi problemi. Tutto questo finchè un pomeriggio hai bisogno di spedire urgentemente una busta e ti ritrovi la serranda abbassata, oppure hai aperto un conto corrente postale per avere lo sportello aperto fino alle 19 e ti ritrovi un cartello che ridisegna gli orari al pubblico, con l'inderogabile chiusura delle ore 14.
Il vero problema che vorrei contribuire a segnalare non è tanto la chiusura a giorni alterni di questo periodo di agosto (a poco serve l'apertura dell'ufficio postale di Filighera, a pochi chilometri da Belgioioso, ma difficilmente raggiungibile da anziani e cittadini senza macchina o bicicletta), ma la chiusura pomeridiana praticata sistematicamente, tutti i giorni della settimana, ormai da alcuni mesi.
Forse se ne è ancora parlato tanto: la gente di Belgioioso ha accettato rassegnata l'aumento delle file agli sportelli ed i connessi disagi, estenuanti con il caldo. Tuttavia, vorrei far presente che i servizi che prima si svolgevano durante tutta la giornata ora sono concentrati solo al mattino e gli abitanti di Belgioioso restano sempre più di 6.000, tra cui si contano numerosi stranieri, che usano l'ufficio postale per vari motivi, e diversi uffici commerciali.
Ora se le Poste desiderano ampliare la loro clientela ed «offrire una vasta gamma di servizi agli utenti», mi pare un controsenso che riducano cosi drasticamente l'orario di apertura, o meglio vorrei conoscere quale criterio è stato applicato per decidere la chiusura pomeridiana dal momento che non mi pare di poter constatare la mancanza di clienti.
Rosella CallegariBelgioioso
IL CASO DI PAVIA
Inchiesta sulla 'ndrangheta
Bisogna cambiare davvero
Ormai è stato scritto davvero molto su quella che spesso viene semplicisticamente chiamata la «vicenda 'ndrangheta», però troppe volte si confondono tre differenti piani senza le dovute considerazioni.
Delle inchieste, il primo piano da tenere presente è quello giudiziario, nell'analizzare il quale ovviamente bisogna sempre partire dal presupposto che ognuno è innocente fino a prova certa contraria. Detto ciò, tutte le inchieste, pur dovendo accertare l'illecito penale, partono da fatti certi che, se pur non di per sé illeciti, danno per cosi dire il via all'inchiesta stessa. Questi fatti possono essere per esempio le intercettazioni, determinate nomine, determinate fotografie, eccetera. Di questi fatti i politici e soprattutto i cittadini sono liberi di dare ognuno l'interpretazione sociale o politica che ritengono più giusta.
Il secondo piano che merita di essere preso in esame è appunto quello politico. Infatti ogni politico quando prende una decisione, sia di scelta puramente ideologica che amministrativa, cosi come per esempio nominare l'ex direttore Chiriaco e poi riconfermarlo per quell'incarico, la responsabilità deve essere poi assunta da chi ha fatto quella scelta e responsabilità deve voler dire anche pagarne le conseguenze politiche per una scelta infelice. Perché è evidente a tutti che quando un'inchiesta sul crimine organizzato lede il lavoro che si sta facendo, quel lavoro non è efficiente e poteva essere fatto in maniera differentemente migliore.
Oltre a questo, policamente rilevante è quando un partito o un movimento politico che ha sempre fatto della legalità uno dei propri cavalli di battaglia, non può di fronte a una tale situazione prendere semplicemente le distanze, soprattutto quando determinati elementi dell'indagine toccano esponenti di quel partito o di quel movimento. Un partito serio che dunque sappia trarre conclusioni politiche adeguate, deve prendere provvedimenti conseguenti dopo una ampia e soprattutto trasparente discussione al proprio interno sull'argomento.
Ma sicuramente l'elemento più rilevante del piano politico che stiamo analizzando, è che esponenti politici o comunque da politici nominati, sono sotto inchiesta se non addirittura in carcere non per fatti che riguardano la loro vita privata, ma per fatti e scelte che hanno compiuto nell'esercizio della loro attività politico-amministrativa.
Il terzo e più importante piano è quello socio-culturale. Spesso mi sono occupato di politiche giovanili e negli ultimi anni ho notato un deciso allontanamento e una mancanza di fiducia dei giovani non solo nella «politica», ma anche e soprattutto in tutte quelle attività dove le loro idee e le loro capacità possono avere seguito per migliorare il nostro territorio e realizzare loro stessi. Senza voler dilungarmi troppo, direi che quanto messo in luce dalle inchieste sulla 'ndrangheta rappresenta una grande occasione per tutta la classe dirigente pavese per rimettere al centro la meritocrazia e le capacità di creare sviluppo di ognuno di noi e dei giovani che rischiamo di perdere per sempre.
Riccardo MontagnaPd, Pavia
LA STAMPA SBAGLIA
Pedofilia, gli attacchi
che fanno male alla Chiesa
La stampa italiana ed estera tratta della pedofilia dei sacerdoti della Chiesa cattolica arrivando a coinvolgere lo stesso Papa Benedetto XVI accusato di non essere intervenuto tempestivamente in alcune situazioni.
Che alcuni fatti siano successi corrisponde a verità, l'accusa che tanti preti siano pedofili è un falso che deve essere smentito e che non può essere accettato. La Chiesa ha riconosciuto la colpa di alcuni sacerdoti, ha preso provvedimenti e soprattutto ha chiesto perdono. Sta inoltre impegnandosi al massimo perchè questi fatti gravissimi non si ripetano.
Ma la stampa dovrebbe occuparsi del problema in modo globale. Si scoprirebbe allora che, come riferiscono i servizi sociali, il 64% delle violenze ai bambini avviene all'interno delle mura domestiche contro lo 0,03% di abusi perpetrati da parte di alcuni sacerdoti. Il che equivale a dire che, essendo in Italia il numero di preti pari a circa 40.000, quelli implicati sono meno di 12. Nessuna giustificazione, ma che almeno si sappiano guardare le dimensioni del fenomeno con una certa obiettività.
Se si vuole veramente combattere la pedofilia, perché non si indaga su un fenomeno ben noto da tempo, cioè sul turismo sessuale che viene praticato soprattutto nelle isole caraibiche e in alcuni Paesi asiatici?
Perché si ignora che, ogni anno, oltre 40 milioni di bambini nel mondo sono uccisi con l'aborto? Non avrebbero, tra l'altro, potuto ringiovanire la popolazione dell'Europa che sta precocemente invecchiando?
E che dire di alcune grandi istituzioni che condizionano gli aiuti ai Paesi poveri solo a fronte della limitazione delle nascite?
E infine, perché far passare come conquista scientifica la selezione di embrioni per poi decidere chi deve nascere e chi no?
Dove vuole arrivare questo mondo se cancella la sacralità della vita che invece la Chiesa cattolica da sempre difende?
Parlare solo dei preti pedofili non è corretto. Si rischia di coprire tutta la drammaticità della violenze che vengono perpetrate nei confronti di tante persone (non solo bambini).
Sandro AssanelliPavia
PAVIA, I QUARTIERI
Agosto in città, il Barattolo
non c'entra con il Borgo
Mi riferisco all'articolo dal titolo «Cosi il Borgo richiama il centro» per chiedere cosa c'entra - Prima stagione senza il Barattolo in via dei Mille - in un contesto di negozi aperti al servizio del cittadino, al contrario di chiusure totali in altre zone della città.
Il Barattolo è stato chiuso con gran sollievo dei residenti che non ne potevano più e non c'entra proprio niente con la chiusura per ferie dei negozi della città.
Niente perchè serviva ad una minoranza (non residente nel quartiere) che faceva i suoi comodi arrecando disturbo alla quiete pubblica e degrado all'ambiente.
Quanto poi al parere dei commercianti al riguardo, si deve tener presente che il 70 o/o degli stessi non abita in via dei Mille e quindi non è titolata ad esprimere un parere al proposito.
Saverio BorelliPavia
LA BUONA SANITA'
Grazie all'unità coronarica
del San Matteo
Vorremmo esprimere un ringraziamento al Policlinico San Matteo di Pavia, reparto Unità Coronarica. Un particolare ringraziamento va al dott. Ezio Bramucci, a tutti i medici e paramedici, al gruppo infermieristico sempre presente e disponibile. Grazie di cuore a tutti.