Enzo Carra, Udc: «Ultimi mesi passati chiuso nel silenzio»

ROMA.«La nostra è stata un'amicizia forte, nata su tante cose che ho scoperto nel tempo. Cossiga era uomo con una cultura incredibile e una sensibiltà straordinaria, anche sul piano spirituale, animato da un forte sentimento di giustizia e da bontà d'animo. Non ho mai visto nessun potente chiedere scusa. Cossiga sapeva chiedere scusa». Enzo Carra, ex Dc ora Udc, ha avuto con Cossiga una lunga frequentazione politica e umana.
«Negli ultimi 4-5 mesi - dice ancora Carra - Cossiga ha smesso di parlare, di intervenire anche a cavolo su tutto. Tutti se ne sono accorti. E' stata l'ultima tappa del dolore che lo ha accompagnato per tutta la vita. E' il male oscuro della sua vita ad averlo zittito. La consapevolezza che tutto quello che aveva cercato di fare era fallito». Poi ci sono i misteri d'Italia. «E' un altro peso che lo ha schiacciato. Ustica, Bologna, Brescia. Ha raccontato che l'ufficio Affari riservati faceva scoppiare qualche bombetta per mettere paura. Ma è ciò che si trascinava dietro sul caso Moro il suo vero segreto. Bisognerà vedere se c'è una ragion di stato di Stato che lo assolve dalle sue responsabilità». (m.b.)