Fini si ribella, che attacchi
Sono notoriamente un uomo di cetrosinistra, ma vorrei semplicemente dire la mia opinione su il nostro presidente della Camera e sui signori al servizio del premier.
La domanda che vorrei rivolgere, in via preliminsare, è se i magistrati romani che hanno aperto contro ignoti un fascicolo sulla casa a Montecarlo sono o non sono toghe rosse.
Ma quello che salta agli occhi è il fuoco incrociato contro Fini. In questi giorni le prime pagine dei giornali della famiglia Berlusconi sono zeppe di notizie sulla tale casa in affitto al fratello della signora Elisabetta Tulliani, compagna di Gianfranco Fini. Titoloni come «Fini trema» hanno, in tutta evidenza, l'intento di screditare il presidente della Camera, Gianfranco Fini.
La litania «la casa a Montecarlo» serve, inoltre, a far pagare a Fini lo strappo politico e l'eresia antiberlusconiana. Con l'aggiunta di un riflesso condizionato proprio di chi ritiene l'alleato politico come un semplice maggiordomo, senza dignità individuale e politica, che deve essere additato, per giustificarne il licenziamento, come un maldestro ladro di posate d'argento.
Fini ha risposto, sottovoce, attraverso i propri legali querelando e commentando positivamente l'avvio dell'indagine contro ignoti da parte della Magistratura romana. «Ben vengano le indagini su tutto ciò che concerne il patrimonio di An», questo il commento lapidario di Fini che, da quanto si apprende dai mass-media più equilibrati, è consapevole di essere estraneo alla vicenda e aver capito lo spirito della campagna diffamatoria alimentata anche da chi ha mire sul patrimonio di An.
Degno di nota è l'alto senso delle istituzioni ed una fiducia nei confronti della magistratura manifestata dal presidente della Camera. Fini avrebbe potuto tranquillamente gridare e strepitare, come usano fare molti berluscones, e trovare facili alibi contro una campagna stampa che appare agli osservatori più attenti strumentale e diffamatoria.
Infine, la cosa buffa e per certi versi patetica, da mettere in evidenza, e l'atteggiamento giustizialista manifestato nei confronti di Fini di molti esponenti del Pdl che solitamente si stracciano le vesti nella difesa ad oltranza degli esponenti della cosiddetta «cricca» e pensano di attaccare Fini sul terreno della moralità senza aver fatto pulizia in casa propria. Cominciando da Berlusconi e proseguendo con tutti quelli he hanno ricevuto avvisi di garanzia o sentenze primo grado.
Danilo Mauro MazzilliPavia
Qualche tempo fa avevo scritto in questa pagina che riponevo fiducia nella capacità dell'on. Gianfranco Fini di fermare il degrado socio-politico verso cui il Paese stava precipitando. I fatti di questi giorni confermano che avevo visto giusto.
L'on. Fini si è stufato di restare in un partito pieno di inquisiti e di affaristi che hanno a cuore solo il proprio tornaconto e non l'interesse del Paese e dei cittadini italiani. Era ora che qualcuno se ne accorgesse.