Scossa Pdl, cambiano le regole


PAVIA. «Si vota a novembre. Si torna ai gazebo. Finiani e affini, a casa loro. Silvio ci ha mobilitati». Pdl in fermento non per eleggere il presidente della Provincia di Pavia. La posta sono le politiche. Circolari del «capo», intenso passaparola via web: servono voti e galoppini.
«Io ho ricevuto la circolare con le nuove indicazioni: si torna all'anima di Forza Italia». Giuseppe Cacciatore si sente uno dei berlusconiani chiamati alle armi, come presidente vogherese di uno storico club di Forza Italia, di quelli nati nel 1994. Corsi e ricorsi. C'è chi ricorda come, proprio a Pavia, Marcello Dell'Utri nell'autunno del 1993, incontrando alcuni amici appassionati di libri antichi, svelò che il Cavaliere stava pensando di scendere in campo, fondando un partito. Di li a poco, nel gennaio, nasceva Forza Italia. Forse rinasce. «Di certo si torna al partito leggero non quella cosa pesante che aveva in testa Fini con alcuni di An - aggiunge Cacciatore - Torniamo a contarci tra la gente. I tesseramenti li faremo via web, cosi si mandano all'aria i banchetti delle tessere».
Coordinamenti «saltati», rapporto diretto del capo con la base: si va alla guerra e ci si conta. Guardando a quello che fa da sempre la Lega (gazebo in piazza aspettando la gente che esce dalla messa della domenica) e, all'interno, con la quota degli ex An. Oltre al fermento, si registra un po' d'inquietudine. Berlusconi agita la base, ma quale è la base? Non ci sono, infatti, solo i vecchi club del 1994 (quanti sono ancora in vita o lo stanno tornando?), si sono «attivati» anche i Club della Libertà legati al progetto di Mario Valducci, presidente della Commissione trasporti. Per ora sono nove in provincia: Pavia, Arena, Bascapè, Villanterio, Ticino di Pavia, ma anche Pavia-sport ardimento, Pavia-infermieri, un Pavia-Medici e un emblematico Pavia-Reduci dal comunismo. Non è finita. In provincia sarebbero già operativi anche i Promotori della libertà coordinati dal ministro Michela Brambilla. «Quanti sono qui da noi? Se li è inventati quel mago di Berlusconi. Sono quelli che, anche dal pavese, gli hanno scritto per solidarizzare dopo che gli avevano tirato addosso il modellino del Duomo. Lui ha colto la palla al balzo. Li ha ringraziati e li ha chiesto di mettersi al lavoro per aiutarlo»: chiosa un militante dell'ex An. Vecchi club, nuovi club, promotori. E non è finita ancora. Anche in provincia di Pavia stanno per nascere i responsabili delle sezioni elettorali. «In pratica - spiegano nel Pdl - chiunque può organizzarsi e creare dei contatti nella propria zona. In base al numero dei contatti e della capacità di gestirli attivati si otterranno riconoscimenti politici». Bonus-candidatura per elezioni varie. Si cercano cosi i volti nuovi. «Ma tutte le proposte saranno vagliate a livello centrale, nessuna decisione locale» viene precisato. «Se funzionerà cosi, noi siamo già pronti, l'abbiamo già fatto» afferma Marco Bellaviti, coordinatore provinciale. Il caso che cita è quella del sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo «il ragazzo dei gazebo diventato sindaco grazie a un'intuizione di Giancarlo Abelli». Abelli e i leader del Pdl. Che aria tira? Come si respira questa chiamata alle armi berlusconiana? «Io sono mobilitato da sempre - risponde il deputato Carlo Nola - Io sono per la chiarezza, meglio votare il prima possibile. Ma ricordo pure che il punto di forza è la fusione tra l'ex Forza Italia e l'ex An. La gente ci riconosce li».
Berlusconi vuole un movimento-light, ma le grane locali restano. Come quella di Voghera dove un documento lancia critiche alla gestione provinciale. Botte, risposte. «Ho letto il documento - sbotta il coordinatore provinciale - Io non ho mai chiesto le dimissioni del coordinatore locale. Berlusconi, però, vuole un partito leggero, vicino alla gente. Non si può per questo fare il capogruppo e il coordinatore. Ma questo vale ovunque. E, comunque, certi personalismi non sono in linea con la svolta voluta da Silvio». Beghe locali. Qualcosa però sfugge a chi, tra ansie e peripezie, dirige il Pdl pavese. Promotori e presidenti di club si stanno muovendo. Silvio li ha chiamati. E loro rispondono solo a lui.

Fabrizio Guerrini