Cagnotto batte anche la paura
BUDAPEST. Un oro contro la paura di non reggere la pressione. Dal trampolino da un metro, con qualche carpiato e diversi avvitamenti, Tania Cagnotto ha cancellato quella morsa che dopo i Mondiali di Roma le prendeva allo stomaco vincendo il titolo europeo.
E' stata la decima medaglia continentale della sua carriera, la sesta del metallo più pregiato. «Non mi sentivo più la sbarazzina di un tempo, non ero abituata a tutte quelle attenzioni che l'argento di Roma ha scatenato - racconta la bolzanina che ha preceduto la mammina svedese, la russa Anastasia Pozdnyakova e Maria Marconi - . La faccenda mi preoccupava abbastanza: avevo sempre il mal di pancia, le gambe che mi tremavano. Nei tuffi la testa conta al 90% e se non funziona quella il problema è serio». Tanto che nella sua testa, tra confusione e voglia di uscire dal tunnel, si era affacciata anche l'idea di chiudere con salti e stress da tuffi. «Mi sono preoccupata, ma ho voluto reagire - racconta distesa dopo i suoi cinque salti d'oro da 299.70 - . Quando sei piccola non pensi a tutte le pressioni, ormai per me i tuffi sono un lavoro e ogni successo ti costringe a dare sempre di piu». Qualcosa è cambiato nella sua vita visto che non è fidanzata con il compagno di nazionale Dell'Uomo, è uscita di casa, anche se vive a pochi metri dai genitori, e si fa seguire da uno psicologo. «Mi sono sentita tranquilla, finalmente liberata - dice - . Ho ritrovato gli stimoli e la tensione giusta, ma non il mal di stomaco che mi angosciava. Non nascondo che era balenata anche l'idea di mollare tutto». A Budapest ha inanellato i suoi salti migliori senza strafare, ma con quella dose di esperienza che fanno dell'azzurra la leader in un mondo che tuffa senza cinesi. «Ho chiuso gli occhi, ho cercato di tranquillizzarmi e direi che la cura ha funzionato», continua la campionessa che ha in curriculum anche tre bronzi mondiali dai tre metri e l'argento nel sincro mondiale del 2009.
Ieri è arrivato anche la prima medaglia azzurra in vasca. L'ha ottenuta Fabio Scozzoli, un bronzo nei 100 rana. Astemio, dieta equilibrata quanto ripetitiva, qualche giretto in kart con gli amici come unico brivido, il cinema per diletto, Scozzoli ha dimostrato che il nuoto azzurro non è Pellegrini-dipendente. Ieri il francese Camille Lacourt ha stabilito il record europeo dei 100 dorso (52"11), il primo dell'era senza i «costumoni». Finale dei 200 stile libero guadagnata da Gianluca Maglia con il settimo tempo, nei 100 rana si qualifica Michela Guzzetti.