Casini: elezioni alle porte, mobilitiamoci
ROMA. Sms Di Pier Ferdinando Casini ai parlamentari dell'Udc: pronti alla mobilitazione, rischio di elezioni anticipate fortissimo. Anche il Pd si prepara al voto e fa quadrato sul segretario. «Nessun timore del voto ma serve una nuova legge elettorale», avverte Rosy Bindi.
L'opposizione scommette sulle elezioni anticipate. Il clima sempre più rovente tra Fini e Berlusconi preoccupa i principali partiti dell'opposizione. «Cari amici abbiamo ottenuto due grandi vittorie: l'elezioni di Vietti alla vicepresidenza del Csm e i significativi risultati della nostra opposizione parlamentare», scrivono Casini e Lorenzo Cesa nel masseggino inviato a parlamentari, amministratori e consiglieri regionali. «Non possiamo riposarci, c'è il rischio fortissimo di elezioni anticipate alla ripresa». «Utilizzate l'estate per mobilitarvi nel territorio, i dirigenti nazionali sono disponibili a presenziare le vostre iniziative», raccomandono Cesa e Casini.
Anche il Pd si sta rassegnando all'idea del voto anticipato. Nel centrosinistra è un'intervista di Michele Emiliano a far discutere. Il sindaco di Bari lancia il ticket Chiamparino-Vendola, o viceversa, nella corsa per le primarie. Se saremo chiamati al voto sono due uomini capaci e affidabili, assicura Emiliano. Ma tra i dirigenti democratici il tandem formato dal sindaco di Torino e dal presidente della Puglia non suscita entusiasmi. «Non è un argomento all'ordine del giorno, stiamo lavorando ad altro, non sono indette le primarie e il partito ha un candidato che si chiama Pier Luigi Bersani», taglia corto Roy Bindi. La presidente dei Democratici nega timori delle urne. «Il Pd è costruito e pronto, non ha nessun timore anche del confronto elettorale con Berlusconi ma chiediamo una nuova legge elettorale perché questa ha destabilizzato il sistema politico italiano», avverte. Quanto alle future alleanze Bindi avverte: «Se Berlusconi trascina il paese al voto all'insegna del 'datemi tutto il potere" credo che noi dobbiamo puntare all'alleanza più grande possibile per salvare Costituzione e Paese».
Ma non è solo la Bindi a schierarsi in difesa di Bersani, segretario eletto appena un anno fa «con tre milioni di preferenze». «Emiliano parla a titolo personale o a nome di qualcun altro?» s'interroga Giorgio Merlo. Il vice presidente della Vigilanza ricorda al primo cittadino di Bari quanto prevede lo statuto del Pd, ovvero che il leader della coalizione, almeno per il Pd, sia il segretario nazionale del partito.
«La maggioranza non c'è più, basta leggere l'ormai quotidiano rosario di insulti, veleni, accuse tra i principali esponenti del centrodestra: sarebbe persino divertente assistere allo spettacolo se non fosse che l'effetto è la paralisi di attività di governo già di base scadente e del tutto inadeguata», assicura Matteo Orfini, giovane dirigente della segreteria, molto vicino a Massimo D'Alema. Per Orfini siamo vicini alla «fine di un'epoca» e la crisi dell'esecutivo è irreversibile. Il paese avrebbe bisogno di serenità per uscire fuori dalla crisi ma se «il cupio dissolvi» porterà alle lezioni il Pd è pronto a costruire l'alternativa.
Anche a sinistra il ticket Chiamparino-Vendola non entusiasma. L'ex segreterio di Rifondazione, Franco Giordano, invita ad astenersi dal gioco e avverte: saranno le primarie a scegliere il candidato.