Pavia ora piace agli stranieri
PAVIA. La piccola Frida ha un anno ed è già una globe trotter. Ieri nel marsupio sulle spalle del papà scrutava piazza San Michele. «Veniamo dall'Olanda - racconta la mamma -. Rimaniamo a Pavia 2 giorni, volevamo vedere la chiesa di Federico Barbarossa e l'Università».
Lisciano la cartina della città, con i cerchi a penna tracciati dalle ragazze dello Iat, l'ufficio di informazione e accoglienza turistica di piazza Vittoria.
Quasi al primo giro di boa l'ufficio del turismo registra un trend di presenze in netta crescita. Italiani e stranieri. «Dall'inizio del 2010 la stima è di circa il 10% in più» conferma Paul Bakolo n'Goi, tra gli addetti dello Iat. L'ufficio, voluto da Comune e Provincia, da domani è di nuovo a pieno regime in piazza, dopo la parentesi del trasloco per i lavori al Broletto.
Ed è un via vai di persone che ritirano depliant, chiedono informazioni. «Non è città da pullman che scaricano frotte di visitatori, anche se davanti al Castello se ne vedono. Pavia richiama un turismo più di nicchia, culturale - spiega n'Goi -. Vogliono vedere San Michele, il Duomo, l'Università e il castello. Poi noi gli suggeriamo anche altri percorsi. Ad esempio il Ponte Coperto, che fa parte del circuito europeo di ponti coperti, molto noto in Francia. E li mandiamo alla scoperta delle nostre colline, in Oltrepo, e della Lomellina».
Sabine e Thomàs abitano a Lione. Sono arrivati in treno da Milano. Sotto il sole delle due davanti alla chiesa di San Francesco cercano il castello, sfogliando la guida. Una giovane coppia francese, che tiene per mano la figlia di 4 anni, vorrebbe trovare una pizzeria in centro.
«Tra i clienti abbiamo molti stranieri - spiega Ioris Delli, che insieme a un socio guida il trenino tra i vicoli medievali -. All'estero sono abituati a questo tipo di servizio. Gli permette di visitare senza fatica i luoghi di maggiore fascino». Sulla prima carrozza due famiglie di Asti e Torino aspettano di partire. «Siamo venuti a fare una gita in giornata - dicono. Alcuni amici ci hanno detto che Pavia è bella».
E a raccontare Pavia e i suoi tesori sono anche gli operatori delle varie cooperative che, negli anni, sono sorte in città. Dedalo, Eco, Progetti, Marta per citarne alcuni. Si sono inventate efficaci formule di tour e viaggi tematici. Ivan Fowler, ecelettico australiano trapiantato a Pavia, propone 'percorsi didattici urbani" in inglese, italiano o latino, per gli stranieri: turisti ma anche studenti universitari che vogliono impratichirsi della città.