«Proprietà statale Difficile toglierla»

PAVIA.La sabbia è di proprietà dello Stato e per toglierla dal letto di un fiume e venderla, occorre un'autorizzazione e il pagamento di un canone. Se invece la si muove per questioni idrauliche bisogna lasciarla in mezzo al fiume. «Sulla sabbia dei fiumi si incrociano moltissime competenze - spiega Dario Furlanetto, direttore del Parco del Ticino -. Per l'autorizzazione bisogna interpellare l'autorità idraulica, quella di bacino del Po, e poi l'Aipo. Per il Ponte della Becca, area di protezione speciale, occorre consultare l'Unione europea». La Commissione europea svolge attività di vigilanza e fa lo studio di incidenza, il Parco valuta se siano necessarie mitigazioni o opere di compensazione. «Infine entrano in gioco Regione, Agenzia del territorio, la Provincia responsabile del piano cave e i Comuni».
Questa la teoria: «Sulla confluenza di Po e Ticino, la formazione di isole di sabbia che deviano il corso del fiume è una cosa naturale che si ripete periodicamente», riprende Furlanetto. Scavare? «Non è l'unica soluzione, si può alzare l'argine. E per valutare il rischio per Vaccarizza occorre un serio studio idraulico che ne stabilisca il grado e l'intervento più idoneo». (a.gh.)