Rivera in Figc: «Non farò la comparsa»
ROMA. «In Federcalcio avevano ruoli da riempire ed hanno trovato il sottoscritto, Arrigo Sacchi e Roberto Baggio per rilanciare il calcio italiano, ma io non vado a fare la comparsa»: è un Gianni Rivera «bellicoso» quello che ha accettato l'incarico di responsabile del settore giovanile e scolastico della Figc. E gli arbitri vogliono collaborare al rilancio punendo il gioco duro.
«Spero innanzitutto che Giacomini accetti di rimanere - dice ancora Rivera - perchè abbiamo bisogno del contributo di tutti. Innanzitutto bisognerà cambiare la cultura delle curve. Anche se non sarà facile, bisognerà spiegare soprattutto ai giovani che la violenza acuisce i problemi e non li risolve. Molto dipende dai club professionistici che vogliono risultati immediati privilegiando la scelta di giocatori già fatti rispetto a giovani da formare. Non tutti i giovani diventeranno campioni, quindi l'obiettivo della federazione dovrà essere quello di formare giovani validi e dai sani principi».
Poi andranno tutelati i talenti. Per questo gli arbitri di serie A, in ritiro per cinque giorni a Sportilia, sull'Appennino romagnolo, hanno deciso di varare la linea dura contro i falli violenti dando massima tutela a chi sceglie lo spettacolo e il fair-play. ritiro a Sportilia, sull'Appennino romagnolo. Senza Rosetti, il nuovo leader della truppa arbitrale sarà Nicola Rizzoli. «Ormai si va sull'uomo a velocità folle anche se non si può prendere il pallone, serve un'attenzione diversa a come si sta modificando il calcio - spiega Massimo Braschi, il responsabile dell'area tecnica - . E poi basta con le proteste. I giocatori possono parlare con noi, ma ci sono modi e modi. Che il capitano torni a fare il capitano, un ruolo che tutti devono sentire e che a noi serve moltissimo. E poi basta con quelle facce meravigliate, serve consapevolezza del regolamento». Per i penalty via libera a finte in rincorsa ma non in prossimità del pallone. «Arbitrerà chi è più in forma - dice il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi - . Il calcio italiano si divertirà a vedere arbitri di grande livello, liberi e sereni».