«Poverino, gli bagnavo la testa...»

ZINASCO. «Gli bagnavo la fronte con l'acqua fresca in attesa dei soccorsi. Si vedeva che soffriva, ho smesso perché mi diceva che aveva freddo». Emanuela Tantillo, la proprietaria della villa dove è stata sfiorata la tragedia ricorda i drammatici istanti dopo l'incidente.
Con lei ci sono due ragazzi che nel pomeriggio stavano giocando nel giardino intorno alla piscina.
«Per fortuna non è successo nulla di grave - continua la donna - altrimenti non mi sarei data pace. Sono contenta che mio figlio porti gli amici a casa, qui c'è spazio e si divertono. Ma devono uscire ed entrare dalla porta e non devono scavalcare la recinzione per recuperare il pallone. Non posso tenerli d'occhio tutti i minuti, del resto sono già grandicelli. Purtroppo è successo questo incidente e adesso spero che Loris si riprenda presto. Ero in casa con mio marito, abbiamo sentito urlare e siamo subito usciti».
Loris T. è rimasto praticamente appeso alla sbarra appuntita della recinzione della villa di via Borsellino. Il ferro gli aveva trapassato il braccio. Per fortuna quella specie di lancia non ha trafitto organi vitali.
«Io e un altro amico - spiega Filippo P., uno dei ragazzi che hanno assistito all'incidente - lo tenevamo sollevato. Si lamentava per il dolore sicuramente molto forte ma abbiamo cercato di farlo parlare. Lui era cosciente e ha anche tentato di raccontare come era successo l'incidente. Abbiamo cercato di tenere viva la sua attenzione sino all'arrivo dei soccorsi. Penso che sia scivolaro cercando di salire sul muretto: non ci sono altre spiegazioni. Domani andremo tutti a trovarlo in ospedale e speriamo che torni a casa il più presto possibile». (a.a.)