Chiriaco in cella a studiare le carte

PAVIA. In carcere a Torino Carlo Chiriaco studia le carte che lo accusano. Ci vorrà parecchio tempo per preparare la sua difesa, vista la mole di documentazione raccolta dal pm Ilda Boccassini, ma l'ex direttore dell'Asl dice di «non avere fretta». Anche perché in cella a Torino, dove è in regime di 41 bis, dovrà restarci di certo ancora per un po'. I suoi avvocati hanno deciso di non presentare, per ora, l'istanza al Tribunale del Riesame per la sua scarcerazione.
E' invece pronta, e sarà depositata venerdi, la richiesta di dissequestro dei beni, delle proprietà e dei conti correnti che la Procura Antimafia di Milano collega a Chiriaco. Di questo si sta occupando l'avvocato e professore di procedura penale Oliviero Mazza, che è stato inserito insieme al legale Maria Teresa Zampogna nella difesa dell'ex direttore sanitario. I magistrati milanesi stanno analizzando alcune operazioni immobiliari fatte da Chiriaco attraverso società spesso intestate ad altre persone. Gli avvocati, dal canto loro, cercheranno di dimostrare che quelle operazioni «erano del tutto lecite». «E soprattutto - spiega l'avvocato Mazza - compatibili con i redditi dichiarati dal dottor Chiriaco. Quasi tutti gli immobili sono stati acquistati facendo ricorso a mutui. Difficile immaginare un boss della mafia che entra in banca per chiedere un finanziamento», ironizza il professore. Che aggiunge: «Si parla di 'tesori" nascosti, ma il problema di quest'inchiesta è che non è stato trovato nulla, neppure il denaro di Chiriaco, che al contrario risulta fortemente indebitato con le banche».
Ottenere il dissequestro del patrimonio non è, ovviamente, l'unico fronte su cui si muove la difesa. Esclusa la possibilità di ricorso al Riesame (il termine scade proprio in questi giorni), gli avvocati stanno studiando altre iniziative per ottenere la scarcerazione del loro assistito attraverso un'istanza successiva al gip. «A mio avviso - dice Mazza - non ci sono le esigenze cautelari. Perfino se partiamo dal presupposto dell'accusa, e cioè che Chiriaco sarebbe stato al servizio dell'associazione mafiosa, non si capisce come potrebbe esserlo ancora, visto che si è autosospeso dall'incarico all'Asl».
Chiriaco, comunque, trascorrerà agosto in carcere. Poi si vedrà. «E' tranquillo e molto reattivo - spiega il legale -. Nonostante la situazione in questi giorni non si è lasciato andare. Sta studiando le carte per difendersi». A questo proposito il legale precisa che non ci sarà alcuna perizia psichiatrica: «Chiriaco è sano di mente, anche se può avere una personalità particolare, che lo ha spinto magari a millantare conoscenze che non ha. Al limite si possono fare valutazioni di carattere psicologico nei colloqui che aveva con le persone. Questo lo vedremo, ma dimostreremo nel merito che non ci sono prove a sostegno dell'accusa».