Tra le macerie il miracolo di Imma


NAPOLI.Una palazzina sbriciolata in pochi minuti, quattro persone travolte dal crollo. Tre sono morte, una coppia di sposi ritrovati abbracciati e una donna di 75 anni. Una bambina di 10 anni, Imma Mauriello, nipote dell'anziana vittima, che aveva l'abitudine di dormire dalla nonna per farle compagnia, è stata estratta viva dopo 14 ore. Ancora sotto cumuli di tufo e macerie, ai soccorritori che l'hanno raggiunta ha chiesto un gelato.
Teatro della tragedia, via Calvanese ad Afragola. In pochi credono che a causare il crollo dell'edificio, costruito negli anni Quaranta, sia stata la pioggia violenta caduta nella notte per diverse ore. Sotto accusa le eventuali incurie che la magistratura dovrà accertare, come spesso accade in queste zone dell'hinterland napoletano devastate dall'abusivismo.
Il crollo ha sorpreso le famiglie nel sonno. Era l'una e trenta, quando alcuni abitanti della zona hanno sentito una forte esplosione. L'allarme è scattato immediatamente. Pronto l'intervento dei volontari della Protezione civile e dei vigili del fuoco che insieme alla gente di Afragola e ai cani addestrati hanno scavato tutta la notte. A volte perfino a mani nude per paura di creare ulteriori crolli.
Dopo nove ore sono stati estratti i corpi senza vita di Pasquale Zanfardino, 33 anni e della moglie Enrica Tromba, di 29. Si erano sposati sei mesi fa e lei era in attesa di un bambino. Li hanno trovati abbracciati nel loro letto, incastrati tra le pietre di tufo e il cemento armato, sono stati tirati fuori a fatica. Poco dopo le 12.40 è stato estratto il corpo di Anna Cuccurullo. A quel punto, sotto le macerie rimaneva solo la sua nipotina, Imma.
Mentre amici e parenti delle vittime si lasciavano andare a scene di disperazione e ad inveire contro le forze dell'ordine che impedivano di avvicinarsi alle salme, si scavava per cercare il corpo della bambina. La mamma Carmela ha aspettato in lacrime, seduta sul marciapiede di via Calvanese assieme alle sorelle e alle nipoti. Il padre, che lavora a Grosseto, si è messo subito in viaggio verso Napoli.
A lungo si è ritenuto che tra i dispersi ci fossero anche tre immigrati, provenienti da Marocco e Ghana, un falso allarme perché non erano in casa. Quando le speranze di ritrovare in vita la piccola si andavano spegnendo, è spuntata la sua testolina sotto una cavità. E' stato proprio quel vuoto a proteggerla e salvarla. «E' riuscita a respirare perché si è creata una bolla d'aria» ha raccontato Franco De Martino, uno dei vigili che è rimasto vicino a Imma insieme alla mamma. E' lui, con gli occhi lucidi, a ripercorrere quei drammatici momenti: «Le ho passato un tubicino collegato ad una bombola dell'ossigeno e le ho bagnato le labbra, Voleva un gelato. Poi abbiamo ripreso a parlare delle nostre vite, degli studi, della sua prima comunione che sarà a settembre». Alle 15 Imma è stata estratta dalle macerie, con un trauma da schiacciamento a un piede, un probabile trauma toracico e lievemente disidratata. Ma viva. Per i medici la prognosi è di 30 giorni. Ricoverata all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli, ha chiesto subito dove fosse la nonna. Non sa ancora che la nonna non ce l'ha fatta.

Ferruccio Fabrizio