Una perizia per Carlo Chiriaco

PAVIA. Lo ha detto anche ai giudici durante il suo interrogatorio: «Sono morbosamente affascinato dalla voglia di far credere di essere malavitoso. Dico certe cose per vedere che effetto fa sugli altri, ma non mi macchierei mai di un delitto». Carlo Chiriaco sarebbe, in altre parole, solo 'malato di 'ndrangheta". Un'esagerazione? Può darsi, ma la difesa avrebbe intenzione di basare proprio su questo presupposto la propria strategia: per l'ex direttore dell'Asl, arrestato il 13 luglio per concorso esterno in associazione mafiosa, potrebbe essere presto chiesta una perizia psichiatrica.
Per Carlo Chiriaco, in carcere da 17 giorni, non è stata ancora presentata alcuna istanza per la libertà. La mole di documentazione, composta da migliaia di pagine riunite in decine di faldoni, costringe l'avvocato della difesa, Maria Teresa Zampogna, a prendere tempo. C'è, al fondo, anche la convinzione che la Procura antimafia di Milano, che non ha ancora chiuso le indagini, possa esprimere in questa fase parere negativo a eventuali richieste di scarcerazione.
In attesa di conoscere gli sviluppi dell'inchiesta, gli avvocati cominciano a porre le basi di quella che sarà la linea difensiva nell'eventuale processo. E per Chiriaco una delle ipotesi riguarda proprio una perizia psichiatrica, nel tentativo di dimostrare che l'ex direttore dell'Asl era animato da una specie di 'fissazione", se non un vero e propria 'sindrome", quando raccontava agli altri dei suoi presunti trascorsi malavitosi o si vantava di 'essere il capo della 'nrangheta di Pavia». Secondo questo ragionamento, le conversazioni di Chiriaco, telefoniche e ambientali, intercettate dagli inquirenti sarebbero solo il frutto di millanterie prive di riscontri. I riferimenti alle estorsioni e alle violenze a cui Chiriaco avrebbe partecipato (come quando racconta di un usurato a cui venne tagliato un orecchio perché non voleva pagare) o delle mire di «costruire un centro di potere a Pavia» sarebbero stati solo fantasia. «Ho giocato a fare il 'boss" solo per vedere che effetto faceva sugli altri», ha detto al giudice nell'interrogatorio. L'impresa della difesa non sarà facile. Anche perché, secondo i magistrati, sarebbero state al contrario «assolutamente concrete», e non frutto di fantasia, le frequentazioni con personaggi indagati nella stessa inchiesta e legati alla criminalità organizzata.