San Matteo, la Cgil a convegno sui rapporti tra sanità e malavita
PAVIA.«Il sindacato deve lavorare per promuovere la legalità, dagli appalti alle cooperative sociali solo di nome: serve educazione per non cadere nei ricatti del voto di scambio che favorisce le mafie»: cosi Renato Losio, segretario della Camera del lavoro, ha tirato le fila del convegno su 'La sanità: la manovra economica, la riduzione dei servizi, il blocco dei contratti di un settore radicato tra mafia e politica» alla luce delle inchieste presenti.
Gilberto Creston, segretario della funzione pubblica ha lanciato l'allarme: «In una Regione dove l'80% del bilancio è costituito dalla sanità, vista come un modo di guadagnare, i gruppi di potere si intrecciano con la criminalità organizzata». E Losio riprende: «Impossibile che, con l'inchiesta della 'Ndrangheta che ha coinvolto due direttori sanitari, uno in Brianza e uno a Pavia, la Regione che li ha messi li ne esca senza colpe, come se le nomine non avvenissero dentro un sistema politico».
Ma non si è parlato solo di mafia, all'incontro sulla sanità fatto ieri pomeriggio nella sala Giuseppe Alpeggiani ieri al San Matteo. E' stato anche l'occasione per fare il punto sulla finanziaria e le conseguenze sulla sanità: «Con il blocco del turnover - spiega Oreste Negrini, Cgil sanità - in tre anni si perderanno 156mila posti di lavoro, 15mila medici e 40mila precari, con ricadute in corsia e sulle liste d'attesa».
«Non è possibile - conclude Creston - che con il sistema messo in piedi in Lombardia di sussidiarietà tra pubblico e privato i costi siano cresciuti, gli affari anche, ma che per fare un esame urgente l'unica soluzione sia pagare».