Università, la Gelmini incassa il primo si

ROMA.È stato approvato ieri dal Senato il Ddl di riforma dell'Università che deve passare a settembre all'esame della Camera. Un provvedimento «di regole e di principi», dal momento - spiegauna nota del ministero - che gli impegni finanziari saranno stabiliti nella prossima manovra. Con la maggioranza hanno votato si l'Api di Rutelli e la Svp. Il ministro Gelmini parla di «una riforma epocale che introduce il criterio della meritocrazia».
Rettori per 8 anni.I rettori non potranno rimanere in carica per più di 8 anni, con valenza retroattiva (oggi ciascun ateneo decide il numero dei mandati). Per loro è prevista la «sfiducia»: se un rettore avrà mal gestito l'ateneo potrà essere sfiduciato dal Senato accademico con maggioranza di almeno 3/4 dei suoi componenti.
Tetto alle facoltà. Le facoltà potranno essere al massimo 12 per ateneo e i settori scientifico-disciplinari, attualmente 370, saranno dimezzati. Ci sarà la possibilità di federare università vicine (di norma in ambito regionale) per abbattere i costi.
Reclutamento prof. Per diventare ordinari e associati ci sarà un'abilitazione nazionale. I posti saranno attribuiti in seguito a procedure pubbliche di selezione bandite dalle singole università. I docenti avranno l'obbligo di certificare la loro presenza a lezione e almeno 350 ore dovranno essere destinate ad attività di docenza e servizio per gli studenti. Gli studenti valuteranno i prof e sarà determinante per l'attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero. Quanto all'età pensionabile viene fissata in 70 anni per gli ordinari e 68 per gli associati.
Novità per i ricercatori. Sono previsti contratti a tempo determinato (minimo 4 massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali tenure-track, al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido sarà confermato a tempo indeterminato come associato. In caso contrario chiuderà il rapporto maturando titoli utili per i concorsi pubblici. Il provvedimento abbassa l'età in cui si entra di ruolo in università da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1.300 a 2.000 euro.
Università virtuose. Le Università che hanno conseguito stabilità e sostenibilità di bilanci potranno, d'intesa con il ministero dell'Istruzione, sperimentare una governance flessibile, con propri modelli organizzativi.
Il fondo per il merito. Sarà costituito un fondo nazionale per il merito per erogare borse di studio e gestire, con tassi bassissimi, i prestiti d'onore.