«Nulla a che fare con l'inchiesta Questa bufera mi danneggia»

PAVIA.«Non mi sono stati chiesti chiarimenti dai magistrati e non sono indagato». Francesco Del Prete, finito nelle carte dell'inchiesta per alcune intercettazioni telefoniche e sottoposto a perquisizione dagli uomini della Direzione distrettuale antimafia, fa sapere di «non avere nulla a che fare con l'inchiesta» e si dice «rammaricato per il grave danno che questa bufera mediatica sta avendo sulla mia vita professionale». Del Prete, va ribadito, non ha ricevuto alcun avviso di garanzia. La perquisizione nella sua abitazione è stata fatta, da quanto risulta, in relazione alle posizioni di Pino Neri e Antonio Dieni, entrambi accusati (il primo è in carcere, il secondo a piede libero) per associazione mafiosa.
Il nome di Del Prete è comunque finito nelle intercettazioni telefoniche raccolte dagli inquirenti, ma ad essere sotto controllo erano solo i cellulari di Neri e Dieni, sottoposti appunto a indagine. Nell'abitazione di Del Prete sono stati acquisiti documenti e materiale informatico. Sull'obiettivo delle verifiche dei magistrati si possono, al momento, solo fare ipotesi: da un lato c'è il capitolo sui beni che Neri avrebbe nascosto, dall'altro il rapporto che Del Prete (che ha lavorato anche in diversi cantieri di Dieni) ha avuto con lo stesso Neri. In particolare le carte riportano i contatti tenuti durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2009.