Al Mezzabarba tiene banco il dibattito sul rimpasto in giunta

PAVIA.Rimpasto: è la parola che più si pronuncia attorno a palazzo Mezzabarba dallo scoppio della bufera scatenata dall'inchiesta sulla 'ndranghera a Pavia. L'opposizione chiede di rimescolare le carte in giunta e azzerare i vertici di tutte le commissioni «come atto di trasparenza» e lascia intendere di essere pronta (dopo) ad appoggiare una giunta 'di salute pubblica"; la maggioranza fa quadrato per impedire fughe in avanti. Il primo banco di prova potrebbe essere la sostituzione di Pietro Trivi, l'ex assessore al commercio che si è dimesso dopo essere stato indagato per voto di scambio. Il sindaco Alessandro Cattaneosi è ripreso tutte le deleghe di Trivi ma, assicura chi gli è più vicino, si sta preparando a 'condividerle" con il suo vice, il leghista Gian Marco Centinaio. E Trivi? I commercianti preparano un suo rientro. Anzi, a lavorare in questo senso sembra essere Pietro Ferretti, in Consiglio per il Pdl e nella giunta dell'Ascom. «Le deleghe al commercio restano al sindaco - si limita a dire -. Ma siamo certi che Trivi dimostrerà a breve di essere estraneo all'indagine e quindi tornerà in giunta». Eppure nei giorni scorsi si era parlato anche di una 'new entry" di garanzia in giunta: il segretario del Pdl Marco Bellaviti. Bellaviti prende tempo: «Condivido la scelta del sindaco di tenere le deleghe. Per ora questa è la scelta, poi vedremo». Poi vedremo: ma cosa succederà da qui a settembre, dopo che il sindaco sarà tornato dalle vacanze? Davvero nessuno a Pavia lavorerà per fargli trovare al ritorno un nuovo 'pacchetto giunta"? «E chi dovrebbe farlo? - taglia corto Ettore Filippidi Rinnovare Pavia -. Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che l'amministrazione e la maggioranza non sono state sfiorate dall'inchiesta. La giunta, quindi non si tocca... E se a novembre dovesse cambiare qualcosa, non sarà per l'nchiesta che ha toccato Pavia». Vuol dire che adesso non si cambia nulla perchè un rimpasto sarebbe un errore politico e di immagine? «Vuol dire che l'amministrazione non è stata sfiorata dai sospetti - risponde Filippi - e che se ci sarà qualche aggiustamento sarà per motivi lontanissimi da quello che è successo begli ultimi giorni». Il centrodestra medita e attende, il centrosinistra preme: «Serve un segnale forte di discontinuità - ripete il segretario del Pd Antonio Ricci-. Abbiamo avuto una posizione responsabile e non abbiamo chiesto le dimissioni del sindaco, ma non ci aspettiamo meno di un ricambio in giunta».