Ferrini lancia il baby Pavia

SALICE TERME.In attesa di conoscere la categoria nella quale giocherà, se Seconda o più probabilmente Prima Divisione, per il Pavia c'è una prima certezza: il campionato inizierà il 22 agosto e terminerà il 15 maggio del prossimo anno, più la coda dei playoff e playout (semifinali playoff e i playout il 29 maggio e 5 giugno, finali playoff il 12 e 19 giugno). Il Consiglio Direttivo della Lega Pro ha già comunicato anche le date di due delle cinque soste in progamma: 26 dicembre e 2 gennaio 2011. E' poi previsto il consueto turno prepasquale di sabato, il 23 aprile.
Intanto ieri a Salice Terme per il Pavia è stato il secondo giorno di ritiro precampionato. Tanti volti nuovi, basti pensare che il candidato numero uno a indossare la fascia di capitano è Francesco Ferrini, arrivato appena un anno fa (l'alternativa è Mazzocco, più anziano ma giunto in azzurro da ancora meno tempo, e cioè a gennaio). Ma lui, l'ex Sambenedettese, è già dal termine della stagione scorsa, nel dopo-partita di La Spezia, che guarda avanti da azzurro convinto. «Se ci sono state proposte per passare in un'altra squadra? Si, qualcuna mi è arrivata - dice Ferrini - ma io al Pavia devo davvero tanto: mi ha ridato voglia e serenità dopo un periodo difficile, coinciso con il fallimento della Sambenedettese».
A soli 25, Ferrini si trova già a fare da chioccia in questo baby Pavia: «Io capitano? Potrebbe essere. A prescindere da questo, penso che il mio compito sarà anche quello di dare consigli ai più giovani. Ne sono arrivati tanti, ma in fondo è sempre più normale nel calcio di oggi: è giusto responsabilizzarli. Questo sport è passione, ma anche lavoro e rispetto delle regole e i giovani devono impararlo».
L'età media bassa non è un problema: «Noi partiamo convinti, sapendo anche che alle spalle c'è una società che lavora seriamente e che paga regolarmente gli stipendi, cosa che è quasi diventata un lusso».
Ma c'è un altro fattore che Ferrini ritiene importante per fare un bel campionato: «Vorrei fare un appello ai nostri tifosi. Spero che allo stadio venga un po' più gente rispetto allo scorso campionato. Sono sicuro che potremo toglierci delle belle soddisfazioni».
E tra chi è rimasto c'è anche Manuel Daffara, in un primo tempo dato per partente. Poi il probabile ripescaggio in Prima Divisione lo ha convinto a rimanere in azzurro. «Volevo provare a fare la categoria superiore - dice il laterale di proprietà dell'Albinoleffe - e visto che c'è un'alta probabilità di farla con il Pavia sono contento di essere rimasto. Trovare una società sana, con i bilanci a posto non è facile. Poi conosco già l'ambiente, e Pavia è vicina alla mia Bergamo». Tutti fattori che hanno inciso nella scelta.
Dopo il torneo di esordio, nel quale ha fatto vedere buone cose pur soffrendo un po' anche per via dell'infortunio al gomito, per Daffara questa stagione potrebbe essere quella della consacrazione come giovane talento. «In effetti l'anno scorso ho fatto un po' di fatica a recuperare dopo l'infortunio - spiega il giocatore - ho sentito anche il salto dalla Primavera: tutt'altra cosa rispetto all'ex C2. L'importante, intanto, è non avere infortuni».
Il laterale destro racconta poi la singolare evoluzione del suo ruolo in campo: «Da ragazzino per la verità giocavo da attaccante. Successivamente sono diventato un centrocampista centrale. Poi a un certo punto c'è stata un'emergenza: si infortunarono i due miei compagni che giocavano da laterale destro in difesa e il mister decise di dirottare me in quella zona del campo». Un arretramento progressivo, il suo: «In porta ancora non ho provato - scherza Daffara - comunque, l'importante è stare sempre dentro il campo, e non fuori».